COMUNICATO
Sanità e welfare

Sanità. Lucchi (Pd): “Percorsi più ‘snelli’ per ottenere la qualifica di Operatore socio sanitario”

I dem chiedono di rivedere la norma nazionale che prevede percorsi troppo lunghi limitando le opportunità per gli operatori che hanno già maturato esperienza sul campo

Percorsi più “snelli” per conseguire la qualifica di Operatore socio sanitario (Oss). La Regione promuova una revisione della disciplina nazionale relativa alla formazione per consentire il riconoscimento dell’esperienza lavorativa maturata sul campo in modo da ridurre la durata dei corsi per il personale già occupato o già parzialmente professionalizzato. È l’impegno chiesto alla giunta in una risoluzione del Partito democratico a prima firma Francesca Lucchi con l’obiettivo di valorizzare le competenze professionali già acquisite dagli operatori attivi nei servizi e riavviare una formazione dedicata.

“La figura dell’Oss – ha sottolineato Lucchi – rappresenta un presidio fondamentale per il funzionamento dei servizi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali ma negli ultimi anni si registra una crescente difficoltà nel reperimento di personale qualificato. La nuova disciplina nazionale stabilisce una durata complessiva del percorso formativo per Oss pari a mille ore, rivolgendolo obbligatoriamente a persone disoccupate. Una parte significativa delle persone già impiegate nei servizi socio-assistenziali svolge mansioni affini a quelle dell’Oss, maturando competenze ed esperienza professionale direttamente sul campo ed è molto complesso ipotizzare che interrompano il loro rapporto di lavoro per avviare un percorso formativo della durata di  diversi mesi. Per questo motivo, in un contesto caratterizzato da una crescente domanda di personale qualificato nei servizi di assistenza e cura, appare necessario favorire percorsi che consentano di riconoscere e valorizzare le competenze professionali maturate dagli operatori già attivi nei servizi”.

Da qui la presentazione della risoluzione che chiede, inoltre, di “monitorare gli effetti della nuova disciplina nazionale sulla formazione degli Oss e sul fabbisogno di personale nei servizi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali della Regione Emilia-Romagna, valutando eventuali ulteriori iniziative utili a favorire l’accesso ai percorsi di qualificazione nel rispetto della normativa vigente”.

L’atto è sottoscritto anche da Marcella Zappaterra, Paolo Calvano, Maria Laura Arduini, Matteo Daffadà, Luca Sabattini, Eleonora Proni, Maria Costi, Alice Parma, Francesco Critelli, Anna Fornili, Fabrizio Castellari, Valentina Ancarani, Daniele Valbonesi, Simona Lembi.

(Lucia Paci)

Sanità e welfare