La Regione chiarisca se la trasformazione in aggregazione funzionale territoriale (Aft) del centro di assistenza e urgenza (Cau) nella casa della comunità di Podenzano (nel piacentino) è coerente rispetto agli obiettivi di garanzia della continuità assistenziale, dell’accessibilità e dell’appropriatezza delle cure sul territorio.
La richiesta arriva, con un’interrogazione a risposta immediata in aula, da Luca Quintavalla e Lodovico Albasi del Partito democratico.
“Il centro di assistenza e urgenza attivato nel 2024 (per le urgenze a bassa complessità) – spiega il consigliere Quintavalla – è stato chiuso lo scorso 16 marzo, questo per la necessità di eseguire lavori all’interno della casa della comunità, con questo intervento, però, si parla di modifiche al modello organizzativo, con la trasformazione della struttura in aggregazione funzionale territoriale”. Specifica: “Parliamo di un modello che prevede una integrazione strutturata tra medici di medicina generale, pediatri e specialisti, una copertura assistenziale estesa fino alle 24 ore mediante l’integrazione tra attività diurna e continuità assistenziale nelle ore notturne e festive, nonché una maggiore focalizzazione sulla presa in carico continuativa dei pazienti”. Conclude: “I sindacati parlano di rischio di un indebolimento dell’offerta assistenziale e di un possibile aumento degli accessi impropri ai pronto soccorso”.
La risposta in aula arriva dall’assessore regionale Massimo Fabi: “Con la riorganizzazione del sistema, in coerenza con il modello delle case di comunità quale nodo centrale della rete territoriale, puntiamo all’aggregazione funzionale territoriale per garantire l’assistenza nell’arco delle 24 ore dei medici dell’assistenza primaria, la presa in carico proattiva dell’assistito e il coordinamento multiprofessionale di tutti i servizi, l’obiettivo è migliorare l’accessibilità ai servizi sanitari”.
La replica di Quintavalla: “E’ fondamentale rafforzare i servizi di assistenza territoriale, è però importante anche avere particolare attenzione in questa fase di transizione, con l’auspicio che la riapertura avvenga il prima possibile”.
(Cristian Casali)



