“Le differenziazione delle tariffe in convenzione per le case residenza per anziani sta provocando l’effetto della riduzione dei posti disponibili?”. La richiesta arriva, con un’interrogazione a risposta immediata in aula, da Valentina Castaldini (Forza Italia), che rileva come “la Regione Emilia-Romagna ha deciso di differenziare la quota di partecipazione a carico del fondo regionale per la non autosufficienza in base al tipo di contratto collettivo che la struttura sociosanitaria ha stipulato con i propri dipendenti”.
“Con queste tariffe – spiega la consigliera – alcuni gestori avrebbero deciso di recedere dalla convenzione e altri starebbero valutando di utilizzare i posti sul libero mercato”. Rimarca: “Da fonti di stampa in Emilia-Romagna 11.091 anziani non autosufficienti sono in attesa di un posto in una casa residenza, 849 nel solo distretto di Bologna”. E prosegue: “I posti convenzionati, secondo quanto stabiliscono le norme vigenti in Emilia-Romagna, dovrebbero coprire il 3% di popolazione over 75, mentre a Bologna il tasso di copertura è del 2,4%, che dovrebbe diventare del 2,7% entro il 2027 con l’introduzione di 150 nuovi posti”.
La risposta arriva in aula dall’assessora regionale Isabella Conti: “Nel 2025 avevamo in regione 220mila persone non autosufficienti, che sono diventate 235mila nel 2026. Stiamo rivedendo il sistema, la domiciliarità è aumentata di oltre 200mila ore e nella domiciliarità troviamo una svolta, anche perché le persone anziane non vogliono lasciare la propria abitazione”. Poi prosegue: “Abbiamo davanti un numero altissimo di persone bisognose, in tanti scelgono il privato e vogliamo aprire a nuove formule, a partire dalla domiciliarità”. Infine, conclude sul tema contratti: “Vogliamo premiare le strutture che spendono di più per il personale”.
La replica di Castaldini sui contratti: “Il discorso andrebbe fatto su tutti i servizi che la Regione Emilia-Romagna offre, non solo per un singolo settore”.
(Cristian Casali)



