La giunta chiarisca quali siano le ragioni del ritardo nell’attuazione dell’indennità di Pronto soccorso prevista dal CCNL e le tempistiche con le quali la Regione intenda applicarla. A chiederlo, con un’interpellanza in aula, sono i consiglieri di Fratelli d’Italia, Annalisa Arletti (prima firmataria) e Ferdinando Pulitanò.
Nell’atto ispettivo viene chiarito che il contratto nazionale ha introdotto l’indennità per il personale operante nei Pronto Soccorso, riconoscendo loro la particolare gravosità e complessità delle attività svolte e attribuendo alle Regioni il compito di definire criteri applicativi coerenti con le specificità organizzative e professionali. Il tutto, proprio per valorizzare il personale direttamente impiegato nei servizi di emergenza. “I Pronto Soccorso – spiega Arletti – rappresentano uno dei nodi più critici del servizio sanitario regionale, caratterizzati da sovraffollamento, elevata pressione assistenziale, carenza di personale e aumento degli episodi di aggressione nei confronti degli operatori sanitari”. Da qui l’atto ispettivo per sapere quali risorse siano state destinate all’adeguamento dell’indennità e quali saranno i criteri applicati. Infine, si chiede di sapere quali azioni la giunta intraprenderà per contrastare la carenza di personale infermieristico e se siano previsti interventi strutturali e organizzativi per ridurre il sovraffollamento dei Pronto Soccorso.
A rispondere in aula è stato l’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi che ha confermato la sottoscrizione dell’accordo con i sindacati. “Il servizio sanitario dell’Emilia-Romagna è caratterizzato da una forte matrice pubblica e da una presenza media di personale più elevata – afferma -. Come Regione, ci siamo impegnati affinché le risorse da destinare fossero definite secondo criteri più favorevoli per i nostri lavoratori, per garantire un’incisiva valorizzazione economica a favore del personale che opera nella rete dell’emergenza”. Fabi ha ribadito come l’accordo siglato miri a riconoscere l’indennità di pronto soccorso al personale della centrale operativa 118, dei punti di primo intervento, del servizio di pronto soccorso specialistico con accesso diretto degli utenti e dei centri di assistenza e urgenza, prevedendo circa 9,5 milioni per il 2023, 14,5 milioni per il 2024, 17 milioni per il 2025 e poco più di 19 milioni di euro per il 2026. Sul tema della tutela degli operatori della sanità, Fabi ha rimarcato l’impegno della Regione, affermando che da tempo si è attivi per far fronte alla problematica delle aggressioni, attraverso un percorso strutturato di prevenzione, volto a individuare adeguate misure organizzative e procedurali.
Nella sua replica, la consigliera Arletti ha ricordato come l’interpellanza fosse datata al 18 febbraio. “E’ chiaro che, da allora, la Regione ha fatto passi in avanti, anche se siamo sicuramente tra le Regioni che non si sono mosse per prime – conclude -. Ma ci sono ancora molti temi da affrontare e sui quali le risposte dell’assessore non sono soddisfacenti: mi riferisco a quello del sovraffollamento dei pronto soccorso e a quello della sicurezza degli operatori sanitari sui quali occorre agire maggiormente”.
(Brigida Miranda)


