COMUNICATO
Imprese lavoro e turismo

Agricoltura Rete Civica: “Nuova PAC, garantire priorità alle esigenze di aree montane e piccole aziende”

“La proposta della nuova Politica Agricola Comune l’ho definita irricevibile”, dichiara l’assessore all’agricoltura, Alessio Mammi

La Regione garantisca che le esigenze delle aree montane, delle aziende piccole e familiari, dei giovani e delle donne restino prioritarie, alla luce del nuovo modello di governance della Politica Agricola Comune (PAC) post-2027. Lo chiede Marco Mastacchi (Rete civica) in un’interpellanza sottoscritta anche da Elena Ugolini (Rete civica).

Il consigliere di Rete civica entrano in merito al nuovo assetto della Politica Agricola Comune (PAC) post-2027, sottolineando come l’Unione europea abbia introdotto un quadro finanziario profondamente rinnovato e come le nuove linee “mostrano chiaramente una limitazione dell’autonomia decisionale delle Regioni, che in passato avevano margini di manovra ben più ampi nella definizione e gestione delle politiche di sviluppo rurale”.

Mastacchi nell’atto indicano alcuni aspetti del modello che ricalca l’impostazione del PNRR: un’unica Autorità di gestione nazionale, collocata presso la Presidenza del Consiglio, chiamata a coordinare un piano nazionale unitario che coinvolgerà Ministero dell’Agricoltura, Ministero delle Infrastrutture, Ministero dell’Ambiente e gli altri dicasteri titolari di risorse strategiche. “Una governance accentrata – continua il consigliere – che ridisegna i rapporti tra Stato e Regioni e che rischia di marginalizzare le specificità territoriali. Questo approccio integrato comporta che risorse destinate all’agricoltura convivano con quelle rivolte a obiettivi ambientali, industriali o infrastrutturali all’interno di una stessa pianificazione nazionale”.

Rispetto a quanto descritto, per il consigliere diventa indispensabile avviare immediatamente la definizione dei nuovi piani, pertanto chiede alla Giunta di garantire che le esigenze delle aree montane, delle aziende piccole e familiari, dei giovani e delle
donne restino prioritarie e, alla luce del nuovo modello di governance della PAC post-2027, che accentra poteri decisionali presso la Presidenza del Consiglio riducendo l’autonomia delle Regioni, Mastacchi chiede “quali iniziative la Regione Emilia-Romagna abbia già intrapreso per far valere la propria voce nella fase preparatoria”.

“È un’interpellanza che condivido nei contenuti e nelle preoccupazioni. La proposta della nuova PAC l’ho definita irricevibile – dichiara l’assessore all’agricoltura, Alessio Mammi -. L’agricoltura e l’agroalimentare europeo hanno dimostrato in questi anni di crisi di emergenza, di rappresentare un grande patrimonio irrinunciabile perché garantisce sicurezza alimentare e cibo tutti i giorni alle nostre comunità. Per fare tutto questo abbiamo bisogno di risorse importanti, invece si prevede un taglio del 22% delle risorse, un taglio superiore al 30% se si considera l’inflazione. Altro errore il fondo unico, questo indebolisce le politiche e crea caos. Infine, un altro elemento critico è la nazionalizzazione: la politica agricola comune è stata una precondizione alla nascita delle istituzioni comunitarie, se indeboliamo questo pilastro indeboliamo l’agricoltura. Nasceranno competizioni interne”.

Mastacchi nella sua replica: “La ringrazio e condivido la sua analisi. Faccio solo una sottolineatura, ci sono tante differenze tra l’agricoltura di pianura e di montagna, quest’ultima va salvaguardata. Saranno sicuramente quelle le aree penalizzate”.

(Giorgia Tisselli)

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