Nella scuola pubblica occorre garantire il principio di neutralità e la conformità delle iniziative e con i programmi ministeriali vigenti: la Regione verifichi, attraverso l’Ufficio scolastico regionale, se per lo svolgimento del progetto “Identità e fede islamica”, svolto all’Istituto tecnico statale Fermi di Modena sia stato garantito il diritto dei genitori di esprimere il proprio consenso o di optare per attività alternative, data la natura confessionale dei temi trattati.
Con un’interrogazione Marta Evangelisti (FdI) chiede alla giunta regionale se condivide le finalità educative del progetto e come intende garantire che nelle scuole emiliano-romagnole venga sempre rispettata la pluralità di pensiero e la tutela delle tradizioni identitarie nazionali.
“Il 15 aprile scorso – ha spiegato la capogruppo di FdI – la dirigenza scolastica dell’Istituto Fermi ha comunicato l’avvio del progetto ‘Identità e fede islamica’: una serie di incontri rivolti a tutte le classi seconde dell’istituto, che vedranno come relatore Hicham Houchim, referente della comunità islamica di Sassuolo e rappresentante dell’Ucoii (Unione delle comunità islamiche d’Italia). L’iniziativa ha sollevato forti perplessità e polemiche, in particolare riguardo all’opportunità di affidare una lezione su temi di fede e identità a un esponente di una specifica organizzazione confessionale in una scuola statale”.
“È dovere delle istituzioni scolastiche garantire la laicità dello Stato e assicurare che l’offerta formativa sia improntata al pluralismo, evitando il rischio di proselitismo o di una visione unilaterale su temi sensibili” ha concluso Evangelisti, chiedendo se “sia prevista la partecipazione di rappresentanti di altre confessioni religiose o di esperti laici per garantire un reale contraddittorio e una pluralità di prospettive”.
L’atto è sottoscritto anche da Giancarlo Tagliaferri e Francesco Sassone.
(Lucia Paci)



