La Regione intervenga per salvaguardare i posti di lavoro e le competenze del settore ceramico, con particolare attenzione per il gruppo ceramiche Ascot (con sede a Sassuolo, Modena), che a marzo ha annunciato uno stop alla produzione e la chiusura del sito produttivo e dello stabilimento Dom per carenza di commesse. La richiesta arriva da Ludovica Carla Ferrari (Pd), che ha presentato un’interpellanza sottoscritta da Fabrizio Castellari, Barbara Lori, Maria Costi, Niccolò Bosi.
Oltre a sollecitare un percorso di confronto tra azienda e sindacati per assicurare il mantenimento dei livelli occupazionali, attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali, i consiglieri e le consigliere invitano l’esecutivo a richiedere l’intervento del governo anche proponendo provvedimenti a livello europeo per la riduzione del costo dell’energia e il sostegno alla diffusione delle fonti rinnovabili.
“Il tavolo di confronto con i sindacati sulle possibilità di ricollocazione dei lavoratori in altre sedi del gruppo e sulla definizione degli incentivi all’esodo è al lavoro da settimane – ha spiegato Ferrari -. La decisione della chiusura del sito produttivo di Solignano, comunicata ufficialmente dall’azienda ai lavoratori a febbraio, affonda le radici in una crisi di commesse e in una flessione produttiva. Nonostante i tentativi di mediazione delle scorse settimane, la direzione ha confermato la cessazione delle attività, lasciando nell’incertezza quaranta fra lavoratrici e lavoratori e le loro famiglie. E’ necessario aprire un confronto vero sulla possibilità di ricollocare il personale all’interno della holding Victoria, che controlla diversi marchi del settore: Ascot, Ceramiche Serra (Solignano e Torre Maina), Keradom (nel Reggiano) e Santa Maria (Ferrara e Ravenna), tenendo conto delle competenze, dell’anzianità e delle eventuali limitazioni fisiche dei lavoratori”.
“I sindacati – ha aggiunto la consigliera – hanno chiesto anche l’avvio di un confronto sugli incentivi alla mobilità, per garantire un adeguato sostegno economico a chi valuterà l’uscita dall’azienda, dato che molti lavoratori non possiedono ancora i requisiti contributivi per la pensione anticipata e altri non hanno realistiche possibilità occupazionali altrove”.
Da qui l’atto ispettivo per chiedere garanzie per lavoratori, lavoratrici e per la salvaguardia del settore ceramico.
(Lucia Paci)



