“Chiarire se i nuovi atti del Comune di Bologna su Città 30 sono conformi alla normativa vigente”.
A chiederlo è Fratelli d’Italia con un’interrogazione a firma di Marta Evangelisti e Francesco Sassone che vogliono sapere dalla giunta regionale “se il modello adottato, dopo l’intervento del TAR, sia pienamente conforme al quadro normativo vigente, in particolare al codice della strada e alla giurisprudenza amministrativa”.
“Il Comune di Bologna – spiegano i due consiglieri – ha disposto il ripristino del limite dei 30 chilometri orari su circa 258 chilometri di strade cittadine attraverso 22 ordinanze, questo dopo la bocciatura del TAR”. Proseguono: “Il nuovo impianto, pur formalmente articolato, viene descritto da osservatori e rappresentanti istituzionali come una possibile riproposizione sostanziale del modello precedente, suddiviso in più atti amministrativi”. Rimarcano: “Interventi frammentati o non adeguatamente coordinati possano generare contenzioso amministrativo, disomogeneità territoriale e incertezza applicativa, con effetti negativi su cittadini e imprese”.
Evangelisti e Sassone vogliono, quindi, sapere dall’esecutivo regionale “se intenda fornire linee guida regionali o indirizzi operativi ai Comuni in materia di limitazioni generalizzate della velocità urbana, al fine di garantire uniformità e certezza del diritto”. Chiedono, poi, “se siano state effettuate o siano in corso valutazioni comparative sugli effetti del modello Città 30 in termini di sicurezza, traffico e impatto economico, anche rispetto ad altre realtà regionali e nazionali”. Vogliono anche comprendere “quali iniziative intenda adottare per assicurare che eventuali interventi sulla mobilità urbana siano fondati su dati oggettivi, istruttorie solide e piena sostenibilità per cittadini e imprese”.
(Cristian Casali)



