Infrastrutture e trasporti

Trasporti Modena, Reggio Emilia e Piacenza. FdI: “No a ‘tassa sulla stanchezza’ applicata da Seta”

“Dall’inizio di aprile anche un danno minimo (il classico specchietto rotto o graffio in manovra, inevitabile se si è stanchi dopo ore di guida nel traffico) fa scattare decurtazioni pesanti dal premio di risultato o dalle indennità per gli autisti”

No alla ‘tassa sulla stanchezza’ di Seta, azienda del trasporto pubblico regionale attiva nelle province di Piacenza, Reggio Emilia e Modena.

La richiesta arriva, con un’interrogazione rivolta alla giunta regionale, da Ferdinando Pulitanò, Annalisa Arletti e Alessandro Aragona di Fratelli d’Italia.

“Dall’inizio di aprile – spiegano i tre consiglieri – anche un danno minimo (il classico specchietto rotto o graffio in manovra, inevitabile se si è stanchi dopo ore di guida nel traffico) fa scattare decurtazioni pesanti dal premio di risultato o dalle indennità per gli autisti”. Rimarcano: “Da mesi in Seta si assiste a una gravissima carenza di organico che costringe i conducenti a turni massacranti, con ripercussioni evidenti sulla sicurezza stradale e sulla salute psicofisica degli stessi dipendenti”. Aggiungono: “Punire economicamente un lavoratore per danni lievi in un contesto di forte stress psicofisico non solo è vessatorio ma ignora totalmente il fattore del rischio professionale in un servizio pubblico complesso”. Concludono: “I lavoratori hanno promosso un referendum consultivo per esprimere il proprio dissenso sulle politiche aziendali e sulle condizioni contrattuali applicate da Seta”.

(Cristian Casali)

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