Scuola giovani e cultura

A Bologna nasce il Progetto Campus: ai Salesiani un polo integrato tra istruzione superiore e formazione professionale

La commissione presieduta da Maria Costi si è riunita nella Sala Frassati dell’Istituto Salesiano Beata Vergine di San Luca di Bologna dove è stato presentato il nuovo progetto

Offerta formativa più ricca e nuove strutture dedicate ai giovani del territorio bolognese per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro. Sostenuto dall’Istituto Salesiano Beata Vergine di San Luca, nasce Progetto Campus, un polo integrato dove istruzione superiore, formazione professionale (Cnos-Fap) e Istituti tecnici superiori (Its) collaborano fra loro.

Il progetto è stato illustrato oggi alla presenza della commissione Giovani, scuola, formazione e Lavoro, presieduta da Maria Costi.

La visita della commissione consiliare nella sede di via Jacopo della Quercia ha evidenziato l’importanza del progetto per la Regione Emilia-Romagna, visto che si colloca all’interno del sistema regionale di istruzione e formazione professionale.

“Questo progetto è ben più di un intervento edilizio, per quanto prestigioso, perché rappresenta una potente idea di ecosistema formativo. Parliamo infatti di un Campus che mette insieme laboratori avanzati, sviluppi legati alle nuove tecnologie, percorsi professionalizzanti, spazi condivisi e persino residenzialità, dentro una logica di comunità e non solo di istruzione”, spiega la presidente Costi per la quale “iniziative come queste rafforzano l’attrattività complessiva del sistema Emilia-Romagna perché creano ambienti trasversali in cui studenti, docenti, ricercatori e imprese si possono incontrare e collaborare, generando nuove idee e opportunità. Luoghi in cui si sviluppa non solo conoscenza, ma anche senso di appartenenza, spirito critico e capacità di innovare. Il progetto Campus va nella direzione auspicata. In Emilia-Romagna il sistema Its ha un forte legame con il tessuto produttivo locale e la regione vanta performance superiori alla media nazionale con un tasso occupazione del 90% a un anno dal diploma. Si stima che da qui al 2035 perderemo centinaia di studenti e ciò comporta che sistemi come gli Its siano strategici per valorizzare al massimo i ragazzi e il loro percorso formativo e professionale”.

A fare gli onori di casa sono stati il presidente della Scuola Politecnica E-R Massimo Pellegrini e il direttore dei “Salesiani per la Formazione professionale” don Giovanni Sala, mentre Stefano Parravicini dell’Istituto Salesiano e Stefano Versari, coordinatore dell’accordo di Rete Progetto Campus, hanno presentato il Progetto Campus.

“Questo è un momento molto importante per tutti gli attori del sistema Its: un esempio dove tante figure complementari da 15 anni costruiscono questo modello. Nel 2010, agli inizi, non sapevamo cosa avremmo potuto fare; ora sappiamo che quello che si genera all’interno trova poi riscontri nella società e nelle imprese che vincono. Che cos’è un Its? Non so ancora bene rispondere a questa domanda, ma so che non è una scuola, non è un’università, non è un’impresa né un’istituzione, ma è qualcosa che fonde insieme questi attori per intercettare il bisogno delle imprese”, spiega Pellegrini, mentre don Sala ha evidenziato come “lo scopo di un ente formativo sia quello di accompagnare la crescita integrale di un allievo, che sia il proseguimento degli studi universitari o l’ingresso nel mondo del lavoro”. “Tecnologia, intrattenimento e conoscenza sono i punti di forza del Campus – ha sottolineato Stefano Parravicini – che sarà realizzato con un investimento di 30milioni di euro (al cofinanziamento di Salesiani, Aeca e Its Olivetti si affianca lo stanziamento del Ministero con fondi Pnrr). Tutte le istituzioni coinvolte, pubblico e privato, hanno colto l’importanza di questo progetto”. Versari si è soffermato sul “tema del rapporto tra Its e Campus. Fra gli obiettivi prefissati entro il 2030 dovremmo avere il 45% degli studenti, tra i 25 e i 34 anni, con un’istruzione terziaria (accademici e professionalizzanti). L’Italia si colloca al penultimo posto, ma non mancano i laureati accademici bensì quelli dei percorsi professionalizzanti. La riforma degli Its si è quindi resa necessaria. In Emilia-Romagna la richiesta dei diplomati Its è pari a 1.200 e a livello nazionale al momento ne abbiamo altrettanti fra tutti gli iscritti. Come Emilia-Romagna abbiamo ricevuto fondi nazionali pari a 1,2 milioni di euro a sostegno del progetto”.

I consiglieri e le consigliere, esprimendo apprezzamento per il progetto, hanno sottolineato la necessità di puntare anche sui percorsi di orientamento in modo da rendere sempre più concreto l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Apprezzamento e sostegno all’impegno per potenziare la collaborazione con progetti volti al lavoro di qualità è stata espressa dal vicepresidente della Regione Vincenzo Colla: “Dobbiamo vincere il degrado con la conoscenza e il senso critico: tutte cose che si formano educando. Abbiamo però il problema di essere un Paese con demografia piatta. La disoccupazione è al 4% ed è fisiologico, dobbiamo poi analizzare gli oltre 2 milioni di occupati per capire quale sia la qualità del lavoro. L’investimento nella formazione terziaria è fondamentale per intercettare le imprese. Un altro problema che abbiamo è che, dagli ultimi dati emersi, si sono iscritte 150mila persone all’Aire e di queste il 40% sono laureate: per questo abbiamo fatto una legge regionale per trattenere i talenti. Al centro delle loro scelte c’è il bilanciamento tra la qualità della vita e quella del lavoro”.

Il dibattito

Elena Ugolini (Rete Civica) ha chiesto chiarimenti sul tema delle risorse e “sulla possibilità di estendere il modello Campus ad altre province dell’Emilia-Romagna con risorse regionali, anche in collaborazione con scuole statali, per affrontare il tema della dispersione scolastica”.

Per Alberto Ferrero (Fratelli d’Italia) “impedire la dispersione scolastica e fare in modo che i ragazzi, dopo le medie, possano essere inseriti in un percorso professionalizzante che li metta in contatto col mondo del lavoro deve diventare un percorso strutturale. È compito della Regione far sapere che esistono”.

Ludovica Carla Ferrari (Pd) ha commentato: “Le parole di Versari ci sollecitano a fare ancora di più a livello politico per far crescere la consapevolezza delle famiglie nell’accompagnare i ragazzi nella scelta dei percorsi scolastici. Mi chiedo cosa si potrebbe fare per colmare il gap che si crea tra la formazione e il lavoro e per far crescere gli innesti a livello lavorativo per aumentare la soddisfazione degli studenti nei percorsi”.

Per Elena Carletti (Pd) “le potenzialità della proposta sono straordinarie ma occorre molto lavorare sul tema dell’orientamento che non può essere concentrato nell’ultimo anno delle superiori. L’orientamento deve accompagnare in modo sempre più efficace e precoce i ragazzi e le famiglie”.

Cosa è il Campus

Il Campus ospita scuole secondarie di primo grado (medie), istituti tecnici e professionali (meccanica, grafica e comunicazione) e un liceo economico sociale Comunicazione e New media. All’interno della struttura è in fase di sviluppo un Campus Its, focalizzato sul potenziamento del sistema formativo di alto livello in Emilia-Romagna, ed è attivo un progetto di didattica “iPad-based” che integra le metodologie tradizionali con le moderne tecnologie digitali.

Gli obiettivi principali del progetto includono: il potenziamento del sistema Its con lo sviluppo di nuovi percorsi formativi in linea con le esigenze tecnologiche delle imprese regionali, in particolare nei settori della meccanica e della meccatronica; la creazione di nuovi spazi per la didattica digitale e laboratoriale, facilitando l’apprendimento e l’orientamento al lavoro; la garanzia di un ambiente accogliente che favorisca, oltre alla competenza tecnica, la maturità umana e sociale attraverso il sistema salesiano.

In Emilia-Romagna sono attualmente presenti sette Its Academy, riuniti nell’Associazione scuola politecnica Its, che contano 80 sedi dei corsi. I percorsi formativi coinvolgono 21 aziende e in base ai dati raccolti più di 2.400 studenti hanno trovato occupazione entro un anno dal termine degli studi.

Fotogallery

(Lucia Paci e Irene Gulminelli)

Scuola giovani e cultura