Sanità e welfare

Associazioni trapiantati: sì a proposta Pd, Avs, Civici, M5s per rimborsare chi deve andare fuori regione per un intervento

La commissione presieduta da Gian Carlo Muzzarelli ha ascoltato le associazioni che rappresentano le persone sottoposte a trapianto. Le conclusioni dall’assessore regionale Massimo Fabi

Le associazioni dei trapiantati promuovono il progetto di legge di Pd, Avs, Civici con de PascaleM5 Stelle per assicurare un supporto finanziario, in base al reddito, a chi deve subire un’operazione di trapianto fuori regione. È quanto è emerso nel corso dell’audizione delle associazioni avvenuta nel corso della seduta della commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Gian Carlo Muzzarelli.

In apertura dei lavori della commissione, il presidente Muzzarelli ha evidenziato come “l’obiettivo di questa proposta di legge sia quello di colmare un vuoto normativo a tutela di quei cittadini che devono subire un trapianto fuori regione: è importante tutelare ogni emiliano-romagnolo. In Emilia-Romagna c’è una cultura della donazione particolarmente radicata, ricordo che sono circa 500 i trapianti eseguiti in regione ogni anno”.

“Questa proposta di legge mette al centro un principio non negoziabile: nessuno deve essere costretto a rinunciare o a indebitarsi per accedere a una cura salvavita”, spiega Eleonora Proni (Pd), prima firmataria e relatrice di maggioranza di una proposta di legge che si inserisce in un quadro che racconta come il trapianto di organi sia oggi una terapia consolidata ed efficace che vede l’Italia fra i Paesi più avanzati in Europa, tanto che nel solo 2024 ha raggiunto la cifra dei 4.276 trapiantati. Nel corso della precedente commissione Sanità, con il voto favorevole della sola maggioranza di centrosinistra, era stata abbinata una proposta di legge di Fratelli d’Italia sempre sul tema trapianti a prima firma Alberto Ferrero e sottoscritta anche da Nicola Marcello. FdI avrebbe voluto che i due progetti di legge fossero discussi non abbinati, tanto che non ha indicato alcun relatore di minoranza.

Per l’assessore alla Sanità Massimo Fabi “parliamo di un sistema fra i più avanzati, con più di 498 trapianti nel 2024 in Emilia-Romagna, con 68 residenti che sono andati fuori regione: è giusto supportare anche questi cittadini, con una copertura economica a carico del bilancio regionale”.

La parola alle associazioni

Per Achille Abbondanza  (Associazione Morgagni malattie polmonari), “è importante avere forme di sostegno economico per chi viene trapiantato fuori regione: a sostegno cito il significativo caso di un bambino di Cervia trapiantato fuori regione senza rimborso con tutti i problemi che la famiglia ha dovuto affrontare. Per questo è necessario che anche l’Emilia-Romagna si allinei alle tante Regioni che già sostengono questi cittadini”.

Per Alessandra Luppi (presidente dell’Aido regionale) “serve coccolare i trapiantati: per questo siamo felici delle opportunità che questo progetto di legge offre. Per noi l’importante è l’obiettivo: posiamo un altro mattone in una regione particolarmente attenta alla donazione e ai trapianti”.

Per Roberto Bonazzi (presidente dell’Associazione nazionale trapiantati di rene) “il tema della donazione è radicato nella nostra regione: c’è un senso di civiltà che si traduce in equità e solidarietà”.

La parola ai consiglieri regionali

“È importante superare il vuoto normativo che esiste su questo tema: diamo risposte a diverse casistiche. L’Emilia-Romagna è la prima o la seconda regione italiana in termini di donazioni. Parliamo di un sistema rodato che viene migliorato ulteriormente”, sottolinea Giovanni Gordini (Civici).

“C’è anche una nostra proposta sul tema, che andrebbe integrata a questo provvedimento”, rimarca Nicola Marcello (Fratelli d’Italia).

Cosa prevede la proposta di legge

Chi dall’Emilia-Romagna va in altre regioni per un trapianto e si trova in condizioni economiche critiche deve avere diritto al imborso delle spese di viaggio, di vitto e di alloggio per sé e per un eventuale accompagnatore in occasione di esami preliminari, iscrizione in lista, interventi di trapianto o ritrapianto e controlli successivi. Il rimborso sarà a carico delle aziende sanitarie e potrà coprire fino al 100% dei costi per i nuclei con ISEE fino a 36.151,98 euro, ovvero la stessa soglia prevista per l’esenzione dal ticket sanitario, con percentuali progressive per le altre fasce di reddito. La copertura sarà sempre piena per l’accompagnatore nei casi di minori, persone non autosufficienti o quando previsto dai protocolli clinici. È poi estesa anche al donatore vivente. Per raggiungere questi obiettivi vengono stanziati 400mila euro per ciascuno degli esercizi di bilancio 2026, 2027 e 2028.

(Cristian Casali e Luca Molinari)

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