“Garantire il coinvolgimento della Regione nella nomina dei Presidenti dei Consigli Direttivi dei Parchi nazionali”.
Daniele Valbonesi (Pd), attraverso un’interrogazione a risposta immediata in Aula, chiede alla Regione se sia a conoscenza delle modalità con cui il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha definito le terne per la nomina dei Presidenti dei Consigli Direttivi relative al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano e al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.
Il consigliere dem ricorda che la legge 6 dicembre 1991, n. 394, dispone che il Presidente degli Enti Parco nazionali sia nominato con decreto del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, d’intesa con i presidenti delle Regioni nel cui territorio il Parco ricade, nell’ambito di una terna proposta dal Ministro stesso.
“In relazione al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, esponenti istituzionali regionali hanno evidenziato come, a fronte di mesi di tentativi di costruzione di un confronto, la terna pervenuta non sia stata oggetto di una auspicabile interlocuzione con la Regione e i territori, rilevando criticità sia nel metodo sia nei tempi del procedimento, caratterizzati da una forte incertezza. Analogamente – spiega il consigliere – con riferimento al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, amministratori locali e consiglieri regionali hanno rappresentato un forte dissenso rispetto a una possibile terna composta da profili tutti riconducibili al versante toscano, lamentando la mancata considerazione di una proposta unitaria formalmente avanzata dai sindaci e denunciando uno squilibrio nella rappresentanza fra i territori coinvolti”.
Valbonesi sottolinea che nel caso del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, le criticità emerse attengano prevalentemente alla dimensione procedurale e alla necessità di un confronto istituzionale più strutturato e tempestivo, mentre nel caso del Parco delle Foreste Casentinesi evidenzia, oltre al profilo metodologico, una più marcata questione di equilibrio territoriale, con riferimento alla reiterata assenza di rappresentanza del versante romagnolo alla guida dell’ente, per questo, in riferimento a quest’ultimo, chiede quali iniziative intenda assumere, anche nei confronti del Governo, per garantire il rispetto del principio di leale collaborazione ed effettivo coinvolgimento della Regione Emilia-Romagna e degli enti locali interessati per un’adeguata rappresentanza territoriale nelle nomine.
“Occorre fare un distinguo rispetto alle modalità con cui siamo venuti a conoscenza delle due terne – risponde l’assessora a Parchi e Forestazione, Gessica Allegni -. Nel caso del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano la terna, composta da soli nominativi toscani, è giunta formalmente il 17 aprile. Qui era preventivabile una rotazione della presidenza del parco in favore del territorio toscano, ma resta inusuale che la terna chiusa sia giunta senza un confronto preventivo e strutturato con già di fatto l’indicazione del futuro presidente”. Per il Parco delle Foreste Casentinesi la questione secondo l’assessora è di “maggiore gravità e preoccupazione. I nominativi sono girati sui giornali senza che ci fosse alcuna ufficialità, questo colpisce la credibilità delle istituzioni. Se quanto diffuso corrispondesse al vero, ci troveremmo di fronte ad una terna di soli nominativi toscani, che non tiene conto delle indicazioni pervenute in modo unitario dai sindaci e dalle sindache del territorio romagnolo afferente al Parco. Quindi concordo, sarebbe uno sgarbo evidente: qualora quella terna venisse confermata per vie formali, non daremo alcuna intesa”.
Valbonesi replica dicendo che “un Governo che ha basato la sua retorica sull’ascolto dei territori ancora una volta sembra non considerarli, penso anche al ridimensionamento scolastico o alla legge sulla montagna. C’è una regola non scritta, quella dell’appartenenza territoriale, che non viene rispettata, è evidente che c’è qualcos’altro sotto, un accordo, una spartizione a livello nazionale che noi continueremo a denunciare”.
(Giorgia Tisselli)



