Scuola giovani e cultura

Muzzarelli (Pd): “Servono aumenti salariali per il pubblico impiego e il rinnovo dei contratti nazionali scaduti”

Approvata in Commissione lavoro la risoluzione a prima firma Muzzarelli che chiede al Governo di rinnovare i CCNL, mentre è stata respinta quella di Ferrero (FdI) che invita la Regione a sostenere il Decreto Primo Maggio 2026

Rinnovare i contratti di lavoro nazionali scaduti e prevedere un aumento di stipendio per il pubblico impiego. A chiederlo è una risoluzione del Partito democratico a prima firma Giancarlo Muzzarelli approvata dalla commissione Scuola presieduta da Maria Costi, che invita la Regione a sollecitare il Governo su questi temi. La commissione ha, invece, respinto una risoluzione presentata da Fratelli d’Italia a prima firma Alberto Ferrero che invita la Regione a sostenere l’impianto del Decreto Primo Maggio 2026 varato dal Governo e a adottare il principio del ‘salario giusto’ e della contrattazione leader come criterio di riferimento anche per l’erogazione di eventuali agevolazioni o incentivi regionali.

“Il rapporto mondiale 2024-2025 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e i dati Eurostat rilevano come il lavoro non sia più garanzia di un’esistenza dignitosa”, sottolinea Muzzarelli nella presentazione della risoluzione, indicando che “rispetto al 2023 c’è stato un peggioramento: in Italia, il 9% dei lavoratori a tempo pieno risulta comunque a rischio povertà. Inoltre, l’Italia è l’unico Paese Ocse in cui, negli ultimi tre decenni, il salario medio anziché crescere è diminuito del 3%, mentre in Germania e Francia è cresciuto di oltre il 30%”. Il consigliere dem evidenzia che il costo della vita in alcuni Comuni rende difficile sostenersi con uno stipendio medio-basso, e le difficoltà abitative accentuano la fuga dal settore pubblico e sanitario, “rischiando di portare al collasso di servizi fondamentali. Il personale pubblico del nostro Paese percepisce stipendi inferiori del 20% rispetto alla media europea”.

La risoluzione di FdI, invece, chiedeva alla Regione di sostenere le recenti decisioni del Governo in materia di lavoro: “Il Governo ha consolidato la prassi di approvare provvedimenti organici in materia di lavoro in occasione del Primo Maggio, dimostrando come l’occupazione sia al centro delle priorità nazionali. Il percorso ha già prodotto risultati tangibili – spiega Ferrero – dal taglio del Cuneo fiscale e l’assegno di inclusione del 2023, agli incentivi per l’autoimpiego e il Bonus Giovani e Donne del 2024, fino allo stanziamento per la sicurezza sul lavoro di oltre 1,2 miliardi di euro nel 2025”.

Il dibattito

Vincenzo Paldino (Civici): “Oggi il problema non è soltanto avere un lavoro: pur lavorando si rimane poveri. Esiste un pezzo del mercato del lavoro che non garantisce dignità. Ci sono persone che fanno turni massacranti e, al contempo, interi settori che non riescono trovare personale. C’è qualcosa che nel nostro sistema non funziona: il tema centrale è avere un orientamento serio, accompagnare le persone dove c’è un lavoro stabile. Senza un lavoro dignitoso non c’è coesione sociale e futuro delle nuove generazioni.

Alessandro Aragona (FdI). “A livello nazionale oggi ci muoviamo in quadro di stabilità e la stabilità ha un valore, questo ha permesso di mantenere i conti in ordine. Riteniamo il decreto Primo Maggio un ulteriore elemento virtuoso per mettere al centro le politiche del lavoro. Condivido con i colleghi il tema della centralità della formazione, abbiamo un meccanismo formativo molto ingessato anche a livello regionale: c’è una discrasia tra la domanda e l’offerta”.

Paolo Trande (Avs): “Il lavoro dignitoso è il risultato delle politiche che un Paese fa. Le evidenze ci dicono che negli ultimi 20 anni il lavoro ha visto una progressiva squalificazione. I salari negli ultimi quattro anni solo calati del 8-9% a fronte del costo della vita crescente. Dietro c’è la scelta folle di continuare a giocare la propria competitività abbassando i salari e diritti. La storia ci dice che l’unico modo è agire sulla fiscalità, sui determinanti che generano sviluppo e crescita: noi invece non cresciamo e abbiamo sprecato la grande opportunità del PNRR che non ha prodotto il risultato sperato. Inoltre, abbiamo perso l’occasione di introdurre il salario minimo che è adottato dalla grande parte dei paesi europei”.

Ludovica Carla Ferrari (Pd): “La situazione economica e occupazione presentata nella risoluzione di Ferrero non c’è, come non c’è la stabilità di cui parla sempre il centrodestra. Negli ultimi anni il potere d’acquisto degli italiani è calato del 25%. Parlare di stabilità con toni trionfalistici come sta facendo la destra lo trovo fuori luogo: nel decreto Primo Maggio c’è una tendenza a parlare solo del lavoro dipendente, ma non del mondo autonomo e delle partite IVA”.

Annalisa Arletti (FdI): “Se vogliamo accompagnare il mondo del lavoro dobbiamo rispondere a esigenze nuove. Il primo obiettivo delle istituzioni è quello di favorire chi il lavoro lo crea. La stabilità a cui faceva riferimento il collega Ferrero non è solo di tipo economico, ma di tipo politico, ed è data dalla stabilità dell’azione quotidiana del Governo. La stabilità è il primo punto di valorizzazione rispetto agli investimenti. I dati sulla disoccupazione sono migliori rispetto a Spagna e Francia e l’occupazione femminile è al 54%, un dato che non è mai stato così alto. L’occupazione in Emilia-Romagna cresce grazie agli interventi a livello nazionale”.

Maria Costi (Pd): “Giovani e lavoro povero sono temi sostanziali che ci devono interrogare. Bisogna spingere nell’inserimento dei giovani nelle imprese. Particolarmente urgente è il tema del rinnovo dei contratti scaduti in particolare nel pubblico”.

A sottoscrivere la risoluzione a prima firma Muzzarelli sono stati anche i consiglieri e le consigliere del Partito democratico, Simona Lembi, Elena Carletti, Alice Parma, Francesco Critelli, Maria Laura Arduini, Fabrizio Castellari, Barbara Lori, Matteo Daffadà, Maria Costi, Andrea Costa, Raffaele Donini, Luca Giovanni Quintavalla, Valentina Ancarani, Lodovico Albasi, Niccolò Bosi, Anna Fornili, Eleonora Proni, Andrea Massari, Paolo Calvano, Ludovica Carla Ferrari, Luca Sabattini. Mentre quella di Ferrero è stata firmata anche dai colleghi del Gruppo di Fratelli d’Italia, Ferdinando Pulitanò, Annalisa Arletti. 

(Giorgia Tisselli)

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