La bicicletta come simbolo di lotta, integrazione sociale e vita comune. Il ciclismo come gesto epico oltre che atletico, una carovana festosa che attraverserà la regione Emilia-Romagna in occasione della nona tappa del Giro d’Italia 2026 prevista domenica 17 maggio, 184 km dalla Romagna all’Appennino bolognese.
“Non solo Coppi. La bicicletta e il suo tempo” è un tour grafico tra gli eroi delle due ruote, tanto nello sport, quanto nella vita pubblica. Nasce dalla matita di Claudio Pesci che immortala i grandi ciclisti d’Italia, sportivi e no: dall’indimenticabile “Campionissimo” Fausto Coppi a Gino Bartali, passando per Alfredo Binda, da Costante Girardengo a quel don Giovanni Fornasini che pagò con la vita l’impegno antifascista e democratico, passando per Felice Gimondi, dal “Pirata” Marco Pantani fino al cardinale Matteo Maria Zuppi.
Il taglio del nastro è previsto alle ore 13 del 12 maggio prossimo alla presenza dell’autore, del presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna Maurizio Fabbri, del presidente del Consiglio comunale di Tortona Giovanni Ferrari Cuniolo, del sindaco di Castellania Coppi Gianni Gugliada e della curatrice della mostra Sara Biagi. Di Tortona era infatti Giovanni Cuniolo, bisnonno del presidente del Consiglio comunale di Tortona, primo campione italiano di ciclismo e maestro sportivo di Fausto Coppi, originario invece di Castellania, paese piemontese che oggi porta il suo nome.
Le dichiarazioni
“Non è un caso se abbiamo deciso di inaugurare questa mostra in questi giorni: si tratta infatti di un’occasione per festeggiare il ciclismo, a pochi giorni dal passaggio del Giro d’Italia che attraverserà la nostra regione. Le opere di Claudio Pesci celebrano il ciclismo come gesto atletico, oltre che simbolo culturale e memoria collettiva. Nei suoi lavori l’artista esplora la bicicletta non solo come oggetto, ma come strumento di emancipazione, coraggio e libertà” spiega Fabbri. “Mi ha colpito per esempio la figura leggendaria di Fausto Coppi, simbolo di un’Italia che nel dopoguerra cercava riscatto e speranza. Pesci non si limita al ritratto celebrativo del campione, ma indaga la dimensione umana dell’atleta, la solitudine della salita, il silenzio sospeso prima dello scatto decisivo. La competizione sportiva come metafora dell’esistenza, insomma. Il ciclismo più che una disciplina sportiva, diventa racconto popolare”.
“E’ grazie agli sportivi e appassionati emiliano-romagnoli se, nel corso degli anni recenti, è stato rilanciato il ricordo di Fausto Coppi. Questa mostra rappresenta due passioni: il ciclismo e il disegno, lo sport e l’arte” commenta l’autore Pesci. “quello delle due ruote si conferma un mondo interessante, fatto di storie e di impegno che parte dai grandi nomi dell’agonismo per arrivare a persone come don Fornarini e il cardinale Zuppi, che rappresentano valori e speranza”, spiega Pesci che ringrazia l’Assemblea legislativa per l’occasione che gli ha offerto di esporre al pubblico le proprie opere.
La mostra
Filo conduttore dell’esposizione è, appunto, la bicicletta, narrata in tutte le sue declinazioni attraverso la storia d’Italia: simbolo dell’agonismo, strumento utile per attraversare città e campagne, simbolo della Lotta di Liberazione: infatti, un passaggio suggestivo della mostra è il riferimento alle staffette partigiane che, proprio in bicicletta, durante la Resistenza trasportavano messaggi, speranza e lotta.
La mostra di Pesci, grafico autodidatta da anni al centro della scena bolognese, è stata curata da Sara Biagi e realizzata grazie alla collaborazione dell’Assemblea legislativa con l’Associazione Serse e Fausto Coppi, la Uips, la Fiab-Monte Sole Bike Group e l’associazione “A favore del ciclismo”: sarà allestita nei locali dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna dal 12 al 28 maggio, con apertura al pubblico prevista dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18.
Chi è Claudio Pesci
Cresciuto nel solco della tipografia, inizia ben prima dei vent’anni a lavorare come disegnatore. Dopo aver portato a maturazione le proprie capacità pittoriche, all’Accademia di Belle Arti di Bologna, le mette al servizio della grafica, lavorando nell’amministrazione pubblica del capoluogo emiliano. Collabora come illustratore con la rivista “Magazine” settimanale della “Gazzetta dello Sport”, senza abbandonare però mai la pittura, in particolare l’acquerello. Nascono così molte delle sue mostre in Italia e all’estero: come quelle sulla sua montagna (“Il Trentino di Fai della Paganella”) e dei suoi amici (101 ritratti di uomini che hanno fatto e fanno parte della sua storia), quelle sulle acque dell’Appennino emiliano e sulle memorie segnate nelle pietre delle trincee del Carso, su Fausto Coppi e la sua terra, e “Fleurs”, omaggio alle donne di tutto il mondo, “Luoghi migranti” dedicata agli emigranti di ieri e di oggi, “I Colori Dentro” mostra didattica realizzata per l’Unicef.
Sempre per i progetti Unicef ha illustrato, con Carlotta Passarini, la favola di Federico Pesci “La trattoria degli animali”, e sempre di Federico Pesci il libro “Alfazeto”, filastrocche in disordine alfabetico, i libri di Andrea Cavalieri “Le voci del fiume” e “Dove i diritti stanno di casa”, e in collaborazione con Roberto Fiorini Castellania “Dove Coppi”, “I colori dei Coppi”, “Il Campionissimo” e “La via Emilia, Fatti e Parole”, “1919-2019 Cento volte Coppi”, e “Il Mondiale ha settant’anni” per La Casa dei Risvegli Luca de Nigris di Bologna.



