Sanità e welfare

Evangelisti (FdI): “Serve chiarezza sulla Casa della Comunità Mengoli”

“Tra le notizie relative alle politiche per la salute c’è l’apertura e il rilancio del poliambulatorio, ma emergono criticità”

“Bisogna fare chiarezza sull’operatività della Casa della Comunità Mengoli a Bologna”. A chiederlo, in un’interrogazione, è Marta Evangelisti (FdI), che interviene a seguito delle notizie stampa che riportano la notizia relativa “all’apertura e al rilancio del poliambulatorio Mengoli di Bologna come Casa della Comunità, con riferimento alla presenza di medici di base, Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), tecnologie e servizi territoriali più vicini ai cittadini. Sempre dalla stampa – sottolinea la consigliera –  emergono, tuttavia, anche criticità regionali sull’effettivo utilizzo delle tecnologie sanitarie territoriali, come nel caso dei kit di telemedicina segnalati a Modena e Ferrara”.

“Il PNRR – Missione 6 Salute, fortemente sostenuto dal Governo, ha destinato risorse rilevanti alla riorganizzazione della sanità territoriale, con l’obiettivo di rafforzare anche le Case della Comunità”, spiega Evangelisti, per la quale “non è sufficiente inaugurare strutture o comunicare nuove funzioni se non vengono resi pubblici dati chiari su personale effettivamente presente, orari reali di apertura, numero di medici aderenti, prestazioni erogate, utilizzo delle tecnologie disponibili, impatto sulle liste d’attesa e riduzione degli accessi impropri ai Pronto Soccorso. Corriamo il rischio che anche a Bologna si produca una sanità territoriale più annunciata che misurata, mentre il Governo ha messo a disposizione strumenti e risorse che la Regione è chiamata a tradurre in servizi effettivi, verificabili e omogenei”.

“La Casa della Comunità Mengoli può rappresentare un presidio importante per Bologna, ma solo se accompagnata da una piena trasparenza organizzativa”, sottolinea la consigliera che chiede all’esecutivo regionale quale sia l’effettivo stato di operatività, quanti medici di medicina generale siano coinvolti, quali servizi siano già attivi e quali tecnologie sanitarie e dispositivi risultino disponibili. Inoltre, vuole sapere se la Regione disponga di dati comparativi tra le Case della Comunità della provincia di Bologna e quelle delle altre province dell’Emilia-Romagna.

(Giorgia Tisselli)

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