“La Regione chiarisca su come sono strutturate le Aggregazioni funzionali territoriali (Aft)”.
È Valentina Castaldini (Forza Italia), con un’interrogazione, a sollecitare chiarimenti sulla riorganizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale.
“La Regione Emilia-Romagna – spiega la consigliera – ha avviato, a partire dall’autunno 2023, il modello dei Cau, con l’obiettivo di ridurre la pressione sui pronto soccorso (gestendo le urgenze a bassa complessità), recentemente è stato annunciato che le Aft andranno a sostituire progressivamente gli stessi Cau”. Rimarca: “Nei territori di Piacenza e Parma il modello Cau ha conseguito risultati significativi in termini di riduzione degli accessi ai pronto soccorso, meno bene è andata nelle altre province della regione, dove si registra solo un ampliamento della domanda di servizio pubblico (a partire da Cesena e Imola)”. Sottolinea ancora la consigliera: “Risulta, però, che i servizi che verranno offerti attraverso le Aft saranno significativamente più limitati rispetto a quelli della Cau”. Da qui la conclusione: “Si propone un modello sanitario completamente diverso da quello precedente”.
La risposta della Giunta è affidata alle parole della sottosegretaria alla presidenza Manuela Rontini: “La Regione Emilia-Romagna sta riorganizzando l’offerta sanitaria, a partire dai bisogni a bassa complessità: con il nuovo modello avremo un miglioramento rispetto alla capillarità dei servizi e rispetto all’integrazione con la rete sanitaria. Il nostro obiettivo è garantire un accesso appropriato rispetto ai bisogni di chi si rivolge a questi servizi e con questa presa in carico territoriale si vuole anche ridurre gli accessi al pronto soccorso”.
La replica di Castaldini: “Il tema è quello delle risorse investite sui Cau: dobbiamo evitare gli sprechi e serve un orizzonte più ampio, stiamo procedendo a piccoli passi senza un disegno organico”.
(Cristian Casali)



