Infrastrutture e trasporti

Question time Evangelisti (FdI): “Bisogna fare chiarezza sul futuro del progetto della funivia Doganaccia-Corno alle Scale”

La sottosegretaria Manuela Rontini: “La realizzazione dell’intervento sta procedendo e non si hanno segnalazioni dal Comune di Lizzano in Belvedere di criticità che possano comportare un allungamento delle tempistiche oltre il 31 dicembre 2026”

La Regione Emilia-Romagna dica quale posizione intenda assumere, a seguito dell’esito negativo del procedimento tecnico della Regione Toscana relativo al progetto della funivia Doganaccia – Corno alle Scale, nei confronti della stessa Regione Toscana e rispetto al futuro del progetto complessivo, anche con riferimento alle risorse economiche inizialmente previste, nonché a quelle già erogate e impiegate per la realizzazione dell’infrastruttura. A chiederlo, nel question time odierno, è la capogruppo di Fratelli d’Italia, Marta Evangelisti.

Nel ricordare il Protocollo d’intesa sottoscritto nel 2016 tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Regione Emilia-Romagna e la Regione Toscana per il sostegno e la promozione congiunta degli impianti sciistici della montagna tosco-emiliano romagnola, Evangelisti evidenzia la situazione attuale, relativa alla fase di stallo del progetto della funivia Doganaccia-Corno alle Scale. “La realizzazione dell’opera è oggetto di dibattito da anni e ha subito rilevanti ritardi anche a seguito di ricorsi promossi da associazioni ambientaliste, successivamente rigettati sia dal Tribunale Amministrativo Regionale dell’Emilia-Romagna sia dal Consiglio di Stato. L’opera è stata più volte indicata come infrastruttura strategica per lo sviluppo turistico ed economico dell’Appennino tosco-emiliano, con importanti ricadute attese sui territori interessati e sulle attività economiche locali”. L’esponente di FdI chiede dunque conto alla giunta della situazione, evidenziando le dichiarazioni del gennaio 2026 del presidente, Michele de Pascale, circa le rassicurazioni sull’avanzamento del progetto e sul completamento dell’infrastruttura entro il 2026.

A rispondere in aula è stata la sottosegretaria Manuela Rontini che ha ricordato come le tempistiche di attuazione abbiano subito rallentamenti, dovuti prima ai ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato (tutti rigettati), e in seguito alle problematiche dovute alla selezione della ditta esecutrice, poiché la prima gara era andata deserta, per via dell’aumento dei prezzi e per l’esigenza di rivedere il piano dei costi e reperire le risorse aggiuntive.

Ad ogni modo, Rontini ha confermato che “la realizzazione dell’intervento sta procedendo e non si hanno segnalazioni dal Comune di Lizzano in Belvedere di criticità che possano comportare un allungamento delle tempistiche oltre il 31 dicembre 2026”. “Tra le due Regioni che hanno sottoscritto l’accordo di programma c’è un normale scambio di informazioni” ha chiarito, evidenziando che si tratta di due progetti autonomi e che ogni Regione è responsabile per gli interventi di sua competenza. Rontini ha ribadito che “eventuali problematiche che dovessero portare alla mancata realizzazione dell’intervento sul versante toscano non produrrebbero effetti diretti sulla realizzazione dell’intervento di collegamento Corno alle Scale-Lago Scaffaiolo, che sta procedendo ed è in fase di completamento e che risponde anche ad esigenze di destagionalizzazione, con una valenza del tutto autonoma”.

Critica, nella sua replica, la consigliera Evangelisti. “Tra le righe di questa risposta c’è qualcosa di non detto – ha concluso -. Prendiamo atto che la Regione Emilia-Romagna ha adempiuto al suo dovere, anche tra difficoltà, ma non possiamo raccontarci che tutto va bene. Il progetto iniziale era il collegamento Corno alle Scale-Doganaccia e, se siamo di fronte ad un altro tipo di progetto, senza collegamento con il versante toscano, qualcuno dovrà informare i cittadini e anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Già nel 2017 avevamo rilevato come i due progetti poggiassero su due strumenti urbanistici diversi, con tempistiche dunque molto differenti tra loro. Oggi siamo basiti per il fatto che la Provincia di Pistoia ha impiegato 360 giorni per rilasciare un parere che poteva essere rilasciato in 60 giorni. In tutto questo tempo, è vero che l’Emilia-Romagna è andata avanti, ma senza mai curarsi di verificare perché la Toscana fosse rimasta ferma al palo. Questo collegamento, si era detto, avrebbe cambiato le sorti del comprensorio e questa vicenda merita chiarezza”.

(Brigida Miranda)

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