La Regione dica se abbia attivato programmi uniformi per l’insegnamento delle manovre salvavita e dell’utilizzo del defibrillatore all’interno delle scuole e quanti istituti scolastici risultino oggi coinvolti in questi percorsi formativi.
A chiederlo, con un’interpellanza, è il consigliere di Fratelli d’Italia, Nicola Marcello.
“Negli ultimi anni – spiega il consigliere – il tema della diffusione della cultura del primo soccorso e delle manovre salvavita nelle scuole è diventato centrale anche a livello nazionale, tanto che la legge 107 del 2015 ha previsto l’inserimento di iniziative formative relative alle tecniche di primo soccorso negli istituti scolastici. In Emilia-Romagna sono, inoltre, presenti numerosi dispositivi DAE installati in luoghi pubblici, impianti sportivi, scuole e strutture frequentate dalla popolazione, anche grazie alla normativa nazionale e regionale in materia di cardioprotezione”.
Marcello evidenzia dunque come “una maggiore formazione degli studenti, dei docenti e delle famiglie potrebbe contribuire non solo ad aumentare le possibilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco improvviso, ma anche a diffondere una cultura civica della prevenzione e dell’assistenza immediata nelle emergenze sanitarie”. Tuttavia, “vi sono ancora forti differenze territoriali nella diffusione dei corsi di formazione e molte iniziative sono affidate alla buona volontà dei singoli istituti scolastici, delle associazioni di volontariato o delle singole aziende sanitarie, senza un coordinamento regionale organico e uniforme”.
Da qui l’interpellanza alla giunta, alla quale si chiede di predisporre un piano regionale organico, per garantire corsi periodici gratuiti di formazione alle manovre salvavita rivolti a studenti, personale scolastico e famiglie, prevedendo investimenti maggiori e dando piena attuazione alla normativa in materia di utilizzo del defibrillatore.
(Brigida Miranda)


