Un piano da 300 milioni di euro per recuperare oltre mille alloggi mettendoli a disposizione di chi ha un Isee tra gli 8mila e i 35mila euro all’anno. È uno degli obiettivi del progetto di legge della Giunta per l’aggiornamento della legge regionale del 2001 sull’edilizia pubblica. Se n’è discusso oggi nel corso della commissione Sanità presieduta da Gian Carlo Muzzarelli. Tra le altre cose, la legge prevede nuovi investimenti, un ribasso dei canoni e l’istituzione di una banca dati regionale che permetterà di velocizzare la ristrutturazione e la riassegnazione degli alloggi pubblici.
“Vogliamo garantire il diritto alla casa a lavoratori: grazie a un accordo con la Banca Europea per gli investimenti, puntiamo a mobilitare 300 milioni di euro per recuperare il patrimonio di edilizia popolare e sociale oggi inutilizzato e in accordo con i Comuni abbiamo individuato gli alloggi da recuperare”, spiega il relatore di maggioranza Paolo Calvano (Pd) che ricorda come “i canoni potranno essere ribassati significativamente rispetto ai valori di mercato per assicurare piena coerenza rispetto ai diversi contesti territoriali. Una modifica che garantisce reale accessibilità economica degli alloggi per le fasce medie”.
Per il relatore di minoranza Francesco Sassone (FdI), invece, il progetto di legge della Giunta è insufficiente perché “non risolve i reali problemi dell’emergenza abitativa in Emilia-Romagna. Sottolineo anche che con questo provvedimento la materia casa viene regolata in toto dalla Giunta e si lascia poco spazio all’Assemblea legislativa. Vogliamo anche capire come questa norma si inserisca nel quadro frutto delle scelte nazionali del Governo in materia di casa: non capiamo come le decisioni della Regione si intersechino con il piano casa nazionale”.
(Luca Molinari e Cristian Casali)



