Parere favorevole, nella Commissione Politiche economiche presieduta da Luca Giovanni Quintavalla, al progetto di legge in materia di aree idonee ad ospitare impianti da fonti rinnovabili, quali eolici e fotovoltaici. Il centrosinistra ha votato a favore parlando di un provvedimento che fissa regole chiare per gli amministratori locali e gli investitori, mentre il centrodestra non ha partecipato al voto sottolineando come si tratti di un progetto di legge che volendo accontentare tutti rischia di non accontentare nessuno.
Il testo è destinato ad essere ulteriormente modificato: il presidente Quintavalla ha infatti chiarito che il progetto di legge vedrà importanti emendamenti, che saranno presentati nella commissione competente di domani (Territorio e Ambiente). Ci sarà dunque tempo per ulteriori spazi di confronto prima dell’aula.
Il progetto di legge, recependo le disposizioni nazionali, si pone come obiettivo il raggiungimento di 6,3 Gigawatt di potenza da fonti rinnovabili, aumentando fino a 10 Gigawatt l’obiettivo per il 2030 e stabilendo, come luoghi prioritari per l’installazione, i tetti di capannoni industriali, case e coperture di parcheggi e aree già cementificate. La nuova norma prevede anche competenze specifiche in capo ai Comuni che potranno, ad esempio, vietare l’installazione degli impianti in una fascia di rispetto fino a 30 metri di distanza dalle zone residenziali.
Luca Sabattini (Pd), relatore di maggioranza, ha evidenziato: “La discussione generale e l’udienza conoscitiva ci hanno visti molto impegnati ed hanno portato a una serie di riflessioni che sono confluite in un miglioramento della norma. In particolare, abbiamo lavorato per definire in modo più chiaro concetti come quello di superficie agricola utilizzata e di impianto industriale, così come i vincoli connessi, relativi all’installazione degli impianti. Abbiamo provato ad indirizzare gli aspetti legati agli investimenti, per costruire elementi che diano benefici locali alle imprese, e a fare maggiore chiarezza anche rispetto alla gestione post mortem degli impianti e alla restituzione del suolo alla fine dell’investimento. Auspichiamo che questo testo possa diventare un riferimento per il territorio nazionale”.
Critico, invece, il relatore di minoranza, Alessandro Aragona (FdI): “Deve essere chiaro che siamo in presenza di un nuovo testo della Giunta, che viene presentato attraverso gli emendamenti della maggioranza. Ci sono dei pregi ma anche aspetti su cui si poteva ancora lavorare: ma questo è un testo completamente diverso da quello originario, su cui sarà anche difficoltoso agire nei pochi giorni che ci separano dall’aula. E mi risulta che il nuovo testo non sia nemmeno particolarmente allineato con le esigenze espresse dai portatori di interesse. E lancio qui una proposta e cioè se non sia opportuno, a questo punto, ascoltarli di nuovo, cosa che non credo accadrà. Alcuni articoli, inoltre, appaiono fin troppo specifici e rischiano di essere impugnati”.
Il dibattito
Daniele Valbonesi (Pd) ha precisato come si sia trattato di un lavoro molto complesso “che ha innescato interessi divergenti sul territorio e che ha coinvolto amministratori, mondo economico e associativo”. “Si sono dovute compiere scelte non facili ma è giunto il momento di andare verso l’approvazione. Questa legge mette dei paletti e fissa regole chiare per amministratori e investitori”.
Paolo Calvano (Pd) ha mostrato apprezzamento per l’approfondimento svolto dal relatore Sabattini nelle ultime settimane, evidenziando come “diverse proposte emerse nel corso della partecipata udienza, con oltre 40 interventi, si siano tradotte in alcuni degli emendamenti presentati, che puntano a migliorare il testo”. “Quello che sta accadendo qui, rispetto alle difficoltà incontrate, sta accadendo anche in altre Regioni”.
Marco Mastacchi (Rete civica) è stato categorico: “Siamo di fronte a una legge che scontenterà tutti. Ci sono interessi talmente lontani tra loro e poco conciliabili, che è difficilissimo trovare una via di mezzo. Siamo consapevoli del fatto che verrà fuori un testo completamente nuovo una volta innestati i 40 emendamenti e diventerà anche per noi difficile proporre ulteriori emendamenti. Monitoreremo le politiche successive, affinché si possa da un lato migliorare l’applicazione della norma e dall’altro attenuarne eventuali danni”.
Annalisa Arletti (FdI) ha precisato: “L’impressione avuta è che quando si cerca di accontentare tutti, alla fine non si accontenta nessuno. Allora meglio sarebbe stata una visione chiara e importante di quello che la Regione Emilia-Romagna vuole fare. Perché un conto è migliorare un testo, un altro è stravolgerlo. E il fatto che oggi le opposizioni facciano fatica ad esprimersi evidenzia un percorso fatto di incertezza e che desta molta preoccupazione”.
(Brigida Miranda)



