Parità, diritti e partecipazione

Bocchi (FdI): “Chiarire l’utilizzo delle risorse per il progetto legato al reinserimento”

Il consigliere intende conoscere “le motivazioni che hanno determinato il mancato utilizzo delle risorse nei comuni di Parma e Ravenna e se la Regione abbia effettuato verifiche specifiche sullo stato di attuazione del progetto”

Fare chiarezza sulle risorse non utilizzate dal comune di Parma e da quello di Ravenna nell’ambito del progetto “Territori per il reinserimento Emilia-Romagna”.

A chiederlo, attraverso un’interrogazione, è Priamo Bocchi di Fratelli d’Italia che intende sapere dalla Regione “le motivazioni che hanno determinato il mancato utilizzo di tali risorse e se abbia effettuato verifiche specifiche sullo stato di attuazione del progetto”.

Bocchi ricostruisce gli eventi spiegando che la giunta regionale ha approvato la prosecuzione fino al 31 dicembre 2026 del progetto per il reinserimento Emilia-Romagna e che per il 2026 sono stati stanziati ulteriori 640mila euro a favore dei Comuni partner del progetto. Il Comune di Parma e il Comune di Ravenna hanno comunicato una previsione di spesa inferiore rispetto alle risorse assegnate, rendendo disponibili rispettivamente 50mila euro e oltre 157mila euro, che saranno successivamente redistribuiti tra altri partner progettuali che hanno invece evidenziato fabbisogni aggiuntivi.

Il consigliere interroga quindi la giunta per capire “quali attività previste inizialmente non siano state realizzate o siano state ridimensionate nei territori interessati e se la Regione ritenga adeguati i sistemi di monitoraggio e controllo attualmente previsti per l’utilizzo delle risorse del progetto”.

Chiede inoltre “con quali criteri verranno redistribuite le risorse e se la Giunta intenda pubblicare una relazione aggiornata e comparativa sullo stato di avanzamento del progetto”. Infine Bocchi domanda se “alla luce delle criticità emerse, la Regione intenda ridefinire criteri e modalità di assegnazione futura delle risorse destinate ai progetti di inclusione sociale collegati all’esecuzione penale”.

(Irene Gulminelli)

Parità, diritti e partecipazione