Sanità e welfare

Aragona (FdI): “Garantire un adeguato livello di assistenza sanitaria a Ventasso”

“Tra le criticità più rilevanti emerge la carenza di infermieri”

Garantire il diritto alla salute e un adeguato livello di assistenza sanitaria nel Comune di Ventasso e nelle aree montane dell’Appennino reggiano. Lo chiede, in un’interrogazione, Alessandro Aragona (FdI).

“Il sindaco del Comune di Ventasso, in provincia di Reggio Emilia, denuncia una situazione di crescente difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari, aggravata dalla carenza di personale, dalla riduzione degli orari, del numero delle prestazioni disponibili e di presidi essenziali per la cittadinanza. Nel 2023, – spiega il consigliere – la guardia medica è stata chiusa in seguito a una decisione presa in sede istituzionali, ma mai discussa nel contesto distrettuale. Inoltre, tra le criticità più rilevanti emerge la grave carenza del personale infermieristico, in quanto la presenza delle infermiere di comunità è spesso limitata, discontinua e insufficiente a soddisfare i bisogni reali del territorio, non garantendo un servizio pienamente operativo in tutte le fasce orarie”.

Nell’atto ispettivo l’esponente di Fratelli d’Italia ricorda che il percorso di fusione dei comuni montani, che ha portato alla nascita di Ventasso, “era stato promosso sulla base della promessa di maggiori risorse, servizi e attenzione per sostenere la loro fragilità geografica e demografica, mentre si registra un andamento opposto, con una progressiva riduzione dei servizi sanitari”.

“Queste criticità rischiano di accentuare lo spopolamento delle aree interne e montane, compromettendo il diritto alla salute e il principio di equità territoriale nell’accesso ai servizi pubblici”, evidenzia Aragona che chiede all’esecutivo regionale quali azioni concrete intenda adottare per ristabilire un servizio essenziale e colmare le carenze di personale e di avviare un confronto strutturato con le amministrazioni locali e con l’Azienda sanitaria Ausl, al fine di condividere le scelte organizzative.

(Giorgia Tisselli)

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