La Regione faccia un quadro regionale aggiornato delle strutture che utilizzano la tecnologia Lipobank per la conservazione di materiale biologico.
A chiederlo, in un’interrogazione discussa in commissione Politiche per la salute e politiche sociali, sono Gian Carlo Muzzarelli e Fabrizio Castellari del Partito democratico. In particolare, i due consiglieri vogliono sapere quali e quante siano le convenzioni attive o in fase di attivazione con il sistema sanitario regionale per Lipobank, ovvero una start up che ha brevettato una tecnologia per la crioconservazione di materiale biologico.
Muzzarelli e Castellari vogliono sapere dall’esecutivo regionale “se sia opportuno per il sistema sanitario regionale supportare la commercializzazione di materiale biologico e quali garanzie siano state attivate in termini di sicurezza delle procedure verso il paziente, anche rispetto a quanto ci dice la letteratura scientifica sulla materia”.
La risposta della Giunta è affidata all’assessore regionale Massimo Fabi che ricorda come “queste operazioni sono disciplinate da tre direttive e solo gli istituti autorizzati possono fare questo lavoro: in Emilia-Romagna sono tre. Il lavoro fatto da Lipobank si basa su una tecnologia riconosciuta a livello internazionale: tutto il percorso è tracciato e non c’è commercializzazione di questo materiale”.
Parole alla luce delle quali Muzzarelli ha sottolineato che “è importante che questi tessuti vengano utilizzati solo per finalità di cura e non commercializzati”.
(Cristian Casali)



