COMUNICATO
Imprese lavoro e turismo

Lavoro Parma. Larghetti (Avs): “Salvaguardare i 90 lavoratori di Kamila”

La consigliera interroga la Regione per chiedere l’apertura di un tavolo con la cooperativa che si occupa di logistica nei reparti della grande distribuzione

La Regione attivi un tavolo di confronto con Kamila per salvaguardare i 90 lavoratori dello stabilimento di Parma e ripristinare i volumi di lavoro. È l’oggetto di un’interrogazione di Simona Larghetti (Avs).

“Kamila – ha ricordato la consigliera – opera nel settore della logistica e dei servizi di magazzino e gestisce le attività di movimentazione, smistamento e lavorazione delle merci all’interno di piattaforme logistiche e reparti dedicati alla Grande distribuzione organizzata. Come denunciato da Adl Cobas, negli ultimi mesi nello stabilimento di Parma si è verificato un progressivo calo dei volumi di lavoro, mentre gran parte dei volumi è stata dirottata al centro distributivo di Anzola dell’Emilia (Bologna). MD Service, ultimo anello della catena d’appalto, ha comunicato l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per tutti i 90 lavoratori dichiarando di non essere in grado di mettere in campo alcuna soluzione alternativa. Una scelta pesantissima che apre una grave crisi occupazionale e sociale nel territorio di Parma e che coinvolge decine di famiglie lasciate improvvisamente senza certezze”.

“Questa situazione – ha proseguito Larghetti – è il risultato preciso delle scelte industriali di Coop Alleanza 3.0, che ha deciso di spostare le attività con la riapertura del centro di distribuzione di Anzola dell’Emilia, luogo che già sei anni fa era stato teatro di un pesantissimo conflitto sociale e occupazionale che aveva lasciato per strada oltre 200 lavoratori. Ora quel sito è stato riaperto proprio con la gestione in appalto della stessa Kamila, assorbendo il lavoro di Parma, ma non i lavoratori, dimostrando ancora una volta come il sistema degli appalti continui a rappresentare uno strumento utile a scaricare costi e responsabilità sui lavoratori, con cooperative create ad hoc, consentendo a chi prende realmente le decisioni di non assumersi direttamente le conseguenze delle proprie scelte”.

(Lucia Paci)

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