Sanità e welfare

Pd e Avs: “Regione intervenga su salute mentale e neuropsichiatria infantile e adolescenziale”

L’assessore alle Politiche per la Salute Massimo Fabi: “Occorrono risorse per aumentare le capacità della psichiatria e dei servizi sociali delle amministrazioni comunali”

Conoscere il quadro aggiornato relativo alla domanda di servizi di salute mentale e neuropsichiatria infantile e adolescenziale in Emilia-Romagna. A chiederlo, con due distinte interrogazioni formulate anche alla luce dei ultimi tragici fatti di Modena, sono Ludovica Carla Ferrari (Pd) e Simona Larghetti (Avs).

Ferrari mira a conoscere “le ulteriori azioni previste per il rafforzamento della rete territoriale della salute mentale, inclusa la possibilità di richiedere al Governo l’incremento delle risorse nazionali dedicate”. La consigliera dem parte da dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità secondo cui i disturbi legati alla salute mentale risultano in costante aumento nei Paesi occidentali, con particolare incidenza tra adolescenti, giovani adulti e persone fragili. Le relazioni dei Dipartimenti di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche evidenziano inoltre criticità legate all’aumento della domanda assistenziale, alle liste d’attesa, alla difficoltà di garantire continuità terapeutica. La crescita dei casi riguarda anche l’Emilia-Romagna, dove nel 2025 gli adulti in carico ai servizi di salute mentale sono stati oltre 87mila (+8,3% rispetto al 2023 e +13,7% rispetto al 2013). “Anche la nostra regione – sottolinea Ferrari -, sebbene abbia un tasso di presa in carico tra i più alti d’Italia, fa i conti con risorse e personale rimasti sostanzialmente invariati da anni, il che si traduce nel numero di pazienti sempre più alto, che ha in carico ciascun professionista del servizio pubblico”.

Una seconda interrogazione, sullo stesso tema, è stata presentata da Simona Larghetti (Avs), anche lei menziona la vicenda di Modena: “All’indomani di una tragedia come quella di Modena che coinvolge una persona con patologie psichiatriche, è naturale porsi la domanda se il fatto si poteva prevenire e se sia normale che un paziente con diagnosi di disturbo schizoide della personalità, già seguito dal 2022 al 2024 dal centro di salute mentale di Castelfranco Emilia, si trovasse fuori da un qualsiasi circuito di cura e sicurezza per sé e per gli altri”. Rimarca: “In Italia circa una persona su sei soffre di disturbi mentali: disturbi che negli ultimi anni sono aumentati e che coinvolgono sia la popolazione adulta sia quella più giovane”. La consigliera menziona poi il piano nazionale per la salute mentale: “Il documento suggerisce le principali linee di indirizzo relative alla tutela della salute mentale della popolazione rilevando, accanto alla diffusione dei disturbi psichici, l’emergere di nuovi bisogni in uno scenario sociale e sanitario mutato, definendo con chiarezza i punti di criticità da affrontare nell’ambito della salute mentale, sia dell’età adulta sia dell’infanzia e adolescenza”. Larghetti chiede, nello specifico, all’esecutivo regionale “quali azioni abbia messo in campo per sviluppare una politica di prevenzione dei disturbi mentali”.

A rispondere a nome della Giunta è l’assessore alle Politiche per la Salute Massimo Fabi per il quale “negli ultimi 15 anni, in particolare dal post pandemia Covid si è registrato a livello nazionale un incremento della domanda di trattamento dei sevizi per adulti e nell’ambito della neuropsichiatria infantile e adolescenziale. Dal 2013 i servizi della neuropsichiatria infantile hanno registrato il 42.2% e per gli adulti il 13.7%, mentre nel biennio 2023-2025 c’è stato un incremento del 7,8% in ambito infantile e dell’8.4 % per gli adulti. Dall’ultimo rapporto del Ministero della Salute emergono alti livelli in Emilia-Romagna con 235 utenti presi in carico ogni 10mila abitanti”.

Fabi ricorda che tutto questo avviene in un quadro “che comporta maggiore pressione per i servizi e con problemi di continuità e persistente carenza personale, tuttavia la Regione risponde con servizi finalizzati. Occorrono risorse per aumentare le capacità della psichiatria, dei servizi sociali delle amministrazioni comunali, degli interventi comunitari. Per questo ritengo sia importante il tema dell’avviamento al lavoro che miri non al semplice scopo assistenziale, ma a dare riconoscibilità sociale delle persone”.

Alla luce delle parole di Fabi, sia Ferrari, sia Larghetti si sono dette soddisfatte.

(Irene Gulminelli e Cristian Casali)

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