“Impiegare trote iridee e fario nelle azioni di ripopolamento”. A chiederlo, in un’interrogazione, è Tommaso Fiazza (Lega) che ricorda come la trota autoctona degli affluenti di destra Po è la trota fario mediterranea. Tale trota pare minacciata sia dalla graduale trasformazione degli habitat, sia dalla proliferazione incontrollata dei cormorani. “Questi uccelli, che invadono ormai le nostre valli e i nostri torrenti, – evidenzia il consigliere – stanno depredando i nostri ecosistemi fluviali in modo devastante, mettendo in ginocchio non solo la biodiversità, ma anche l’intera attività di pesca sportiva”.
Il leghista spiega che, in attesa di un pronunciamento da parte del Ministero sulla revisione delle pratiche di ripopolamento e gestione dei salmonidi a livello nazionale, la Regione Emilia-Romagna ha previsto che i ripopolamenti con trota nelle acque salmonicole di “Zona D” vengano effettuati utilizzando esclusivamente novellame di trota mediterranea prodotti presso i numerosi incubatoi presenti sul territorio regionale. “Altre Regioni fra le quali la Liguria, Lombardia, Veneto e Trentino hanno invece previsto il ricorso all’impiego di specie di salmonidi diffusamente allevati in Italia, fra i quali le trote iridea e fario di ceppo atlantico sterili. In questo modo si sostiene non soltanto la pesca sportiva, ma soprattutto l’indotto che essa genera per i territori interessati da questa pratica”.
La risposta della Giunta è affidata alle parole della sottosegretaria alla Presidenza Manuela Rontini che ha ricordato come il Programma ittico annuale della Regione Emilia-Romagna sia il risultato di un percorso di condivisione con i diversi stakeholder di settore e che le decisioni siano il frutto delle consultazioni avvenute nei tavoli istituzionali locali. Da quest’anno, ha chiarito Rontini, proprio a seguito di consultazione all’interno dei Tavoli locali provinciali della pesca e della Commissione Ittica Regionale, si è deciso di sospendere esclusivamente la tradizionale immissione di trote fario adulte “pronta pesca” di origine zootecnica, che veniva eseguita l’ultima domenica di marzo nell’imminenza della riapertura della pesca alla trota, proprio perché ciò favoriva la predazione da parte del cormorano. “L’immissione di trote fario adulte rimane consentita, come avveniva prima, agli ambiti gestiti quali le Aree di Pesca Regolamentata e i Campi di Gara. Questi ambiti stanno continuando la loro normale attività alla luce della proroga garantita fino al 31 dicembre 2026”.
Rontini sottolinea, inoltre, come nelle restanti acque libere del territorio regionale “continuano e continueranno sempre ad essere immesse a scopo di ripopolamento uova embrionate, giovanili e trotelle di trota mediterranea prodotte dagli incubatoi regionali, senza alcuna azione di eradicazione mai effettuata dalla Regione Emilia-Romagna per quanto concerne le altre popolazioni di trote già presenti. Per quanto concerne, invece, l’immissione di trota iridea sterile ma anche di trota fario sterile, a seguito di tale periodo di proroga è prevista a breve l’adozione di uno schema di decreto del Ministro dell’Ambiente per autorizzare l’immissione in natura delle specie ittiche non autoctone (trota iridea, trota fario e trota mediterranea). Una volta adottato questo decreto, la Regione Emilia-Romagna conformerà di conseguenza il proprio documento di studio del rischio per l’invio di una specifica richiesta di deroga alle immissioni delle specie trota iridea e trota fario”.
(Giorgia Tisselli)



