La giunta fornisca chiarimenti sui controlli ambientali, strutturali e sulla conformità biologica del polo avicolo di una nota azienda, in località Cavallara nel comune di Maiolo, nel riminese.
E’ quanto chiede il consigliere di Fratelli d’Italia, Nicola Marcello, con un’interrogazione alla giunta. A seguito dell’iter autorizzativo, partito nel 2020, l’azienda (come si ripercorre nell’atto ispettivo) ha avviato il primo accasamento con circa 54.000 polli biologici distribuiti in cinque capannoni: le attività di cantiere, ad oggi risulterebbero ancora in corso, con l’attivazione di otto capannoni mentre altri sette sarebbero ancora in fase di completamento.
“Negli ultimi mesi – spiega Marcello – il tema dell’allevamento avicolo di Cavallara ha generato forte attenzione pubblica e numerose preoccupazioni tra i residenti e le comunità della Valmarecchia, anche alla luce dei possibili impatti odorigeni, ambientali, paesaggistici e sanitari derivanti dall’impianto. Inoltre, il comitato ‘Per la Valmarecchia’ ha evidenziato la possibile assenza di un soggetto pubblico incaricato di verificare, in maniera organica e complessiva, la piena conformità dell’allevamento rispetto ai requisiti previsti dallo specifico regolamento europeo”.
Una situazione che, secondo l’esponente di FdI, “rischia di creare un evidente vuoto di coordinamento su aspetti particolarmente rilevanti quali densità di allevamento, accesso agli spazi esterni e sostenibilità ambientale”. “L’impianto si trova in prossimità di abitazioni e in un territorio a forte vocazione agricola, ambientale e turistica della Valmarecchia, elemento che rende necessario garantire la massima trasparenza nei controlli e nelle verifiche da parte delle istituzioni competenti”, va avanti Marcello.
Da qui l’interrogazione alla giunta per sapere se agli atti risulti un piano di utilizzazione agronomica coerente con l’attuale configurazione dell’impianto e quale ente pubblico sia concretamente responsabile delle verifiche di conformità strutturale. Inoltre, si chiede di sapere se siano state effettuate visite ispettive preventive prima dell’avvio dell’attività dell’impianto e se la Regione ritenga opportuno avviare ulteriori verifiche tecniche e ambientali alla luce degli elementi emersi successivamente all’avvio dell’attività.
(Brigida Miranda)


