Con un’interpellanza, rivolta alla giunta regionale, Alberto Ferrero (Fratelli d’Italia) sollecita aggiornamenti sulla realizzazione di un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) in Emilia-Romagna”.
“Nei mesi scorsi – spiega il consigliere – lo stesso presidente Michele de Pascale ha aperto all’ipotesi di istituire un Cpr sul territorio emiliano-romagnolo, sottolineando la necessità di governare pragmaticamente i flussi e di sottrarre alla strada i soggetti pericolosi o irregolari, evidenziando, contestualmente, la possibilità di ‘riallacciare il dialogo’ con il governo nazionale dopo aver sentito il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi”.
“In questa regione, negli anni, è stata alimentata da una certa parte politica una narrazione prettamente ideologica, finalizzata a dipingere i Cpr come il ‘male assoluto: l’unico effetto reale di questo approccio è stato il sistematico abbandono dei migranti irregolari nelle strade, privi di qualsiasi prospettiva, con la diretta conseguenza di vedere proliferare aree di degrado urbano e situazioni di insicurezza cronica sul territorio”, rimarca Ferrero, che menziona, poi, l’omicidio in aprile di un migrante nel ravennate: “A tal proposito non si può non ricordare il recente omicidio del cittadino senegalese Moussa Cisse, avvenuto il 14 aprile nella zona darsena di Ravenna, vicenda che mostra il volto più drammatico di questo fallimentare approccio (secondo quanto riportato dalla stampa il fatto potrebbe inserirsi nel filone d’indagine sui presunti certificati falsi emessi nel reparto Malattie infettive dell’ospedale di Ravenna, per impedire le procedure di espulsione)”.
Ferrero chiude con un appello alla giunta guidata da de Pascale: “Serve abbandonare ogni ambiguità ideologica sulla gestione migratoria, dichiarandosi pubblicamente favorevole al sistema dei rimpatri legali e manifestando la piena volontà a collaborare con il governo Meloni per l’istituzione di un Cpr in Emilia-Romagna”.
(Cristian Casali)


