Imprese lavoro e turismo

Evangelisti (FdI): “Ordinanza caldo estremo rischia di creare cortocircuito economico”

“La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro rappresenta un principio cardine e indiscutibile, ma un divieto generalizzato rischia di tradursi in un grave cortocircuito burocratico ed economico per il tessuto produttivo”

“La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro rappresenta un principio cardine e indiscutibile, ma un divieto così drastico delle attività lavorative all’aperto, dalle 12:30 alle 16:00, e privo di una preventiva fase di concertazione elastica, rischia di tradursi in un grave cortocircuito burocratico ed economico per il tessuto produttivo della nostra regione, già fortemente provato da rincari e inflazione”.

Da queste premesse parte l’interrogazione alla giunta presentata dalla capogruppo di Fratelli d’Italia, Marta Evangelisti. 

Il riferimento va all’ordinanza restrittiva del 3 giugno, della giunta regionale, per contrastare lo stress termico nei cantieri edili, nel settore agricolo, nei piazzali della logistica, nelle cave e nel comparto delle consegne: il provvedimento introduce un blocco tassativo e generalizzato delle attività lavorative all’aperto nella fascia oraria compresa tra le 12:30 e le 16:00. L’ordinanza, inoltre, suggerisce alle imprese, come misura compensativa, di anticipare l’inizio delle attività nelle prime ore del mattino. “Tuttavia, la stragrande maggioranza dei comuni dell’Emilia-Romagna adotta regolamenti rigidi, che vietano tassativamente i lavori rumorosi all’alba – spiega Evangelisti -. Senza un coordinamento strutturale, le imprese si trovano nell’impossibilità legale di recuperare le ore perse, strette tra il divieto regionale pomeridiano e le sanzioni comunali mattutine”. Tra le altre criticità segnalate figurano eventuali danni ai cronoprogrammi di cantieri legati ai fondi PNRR e ripercussioni sulla filiera agricola, con il rischio di compromettere la raccolta di prodotti reperibili. Nel comparto balneare, Evangelisti evidenzia come la rimodulazione dei turni di lavoro nelle prime ore del mattino rischi di collidere frontalmente con le esigenze di quiete e di riposo dei turisti. Infine, il tema della mancanza di ammortizzatori sociali automatici regionali in grado di coprire interamente la perdita salariale subita dai lavoratori coinvolti dal fermo.

Da qui l’interrogazione alla giunta, per sapere se intenda promuovere un accordo quadro immediato in sede di ANCI Emilia-Romagna per disporre la sospensione e la deroga automatica e uniforme dei regolamenti sui rumori nei singoli Comuni, consentendo alle imprese di anticipare le attività all’alba senza incorrere in sanzioni da parte delle autorità locali, interloquendo con il Governo per garantire l’accesso immediato alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) per causale meteo. Alla giunta si chiede anche di attivare un fondo regionale straordinario di solidarietà o altre forme di indennizzo per i lavoratori, convocando un tavolo di monitoraggio permanente con tutte le associazioni di categoria per introdurre correttivi di buon senso e criteri di flessibilità legati alle reali condizioni dei cantieri e delle specificità territoriali, a partire dalle zone costiere e turistiche.

(Brigida Mirana)

 

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