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Infanzia e sanità, ponte tra Pakistan e Italia

Visita in assemblea della delegazione di funzionari del Pakistan Poverty Alleviation Fund (Ppaf). Saliera sottolinea l’importanza della collaborazione

Simonetta Saliera con la delegazione pakistana

untitled-DSC_6898“Continuiamo a collaborare perché abbiamo molto da imparare gli uni dagli altri”. Simonetta Saliera, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, ha accolto questa mattina in Regione una delegazione di funzionari del Pakistan Poverty Alleviation Fund (Ppaf), organizzazione indipendente impegnata nella lotta alla povertà. I professionisti – 4 donne e 3 uomini – sono in Emilia-Romagna per un programma di visite organizzato dalla ong bolognese Cestas in collaborazione con il Centro residenziale universitario di Bertinoro.

Simonetta Saliera ha fatto gli onori di casa, spiegando funzioni e organizzazione della Regione e accompagnando gli ospiti fin dentro l’aula dell’Assemblea. “Questo non è solo un luogo con funzione legislativa – ha detto –. Qui accogliamo studenti e rappresentanti delle diverse religioni per far sì che i nostri ragazzi diventino cittadini consapevoli e abbiano rispetto per tutte le culture”.

Quello di questi giorni è il quarto gruppo giunto dal Pakistan a Bologna nel corso del 2016. A fine anno saranno in tutto 5 e coinvolgeranno 56 funzionari. Fino a venerdì 18, i professionisti del Ppaf avranno l’opportunità di visitare istituzioni, scuole e centri di eccellenza del sistema sanitario e scolastico dell’Emilia-Romagna, e non solo. Inoltre frequenteranno dei corsi tenuti da esperti e da docenti universitari di fama, come Luigi Guerra, direttore del dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna.

“Questa esperienza di scambio ci permetterà di avere un quadro generale del sistema educativo e sanitario italiano – ha aggiunto Ali Asghar, senior oDelegazione pakistana in visita alla mostra Manzifficial di Ppaf –. Potremo così migliorare il nostro lavoro per sradicare la povertà nei distretti del Balochistan e del Khyber-Pakhtunkhwa, attraverso la formazione, specialmente quella femminile”. Il Pakistan, ha ricordato Asghar, è stato il primo Paese musulmano ad avere una donna come Primo ministro.

La visita si è conclusa negli spazi del Centro Alberto Manzi, che raccoglie documenti appartenuti dal pedagogista, noto per la trasmissione tv degli anni Sessanta “Non è mai troppo tardi”. “Essere stati scelti dal Ppaf per formare questi professionisti è un onore e un riconoscimento del nostro lavoro nell’empowerment di quadri dirigenti – ha concluso il presidente del Cestas, Uber Alberti –. Ci offre la possibilità di essere un veicolo di cambiamento in Pakistan, diffondendo conoscenze di alto livello e le buone pratiche che la nostra regione ha in ambito educativo e sanitario”.

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