Avanti tutta per favorire la più ampia adozione del fascicolo sanitario elettronico sul territorio regionale e per consentirne l’utilizzo anche a livello nazionale. È quanto chiedono alla Giunta regionale due risoluzioni approvate all’unanimità dall’Assemblea legislativa presentate rispettivamente da Luciana Serri e Marcella Zappaterra (prime firmatarie assieme a molti altri colleghi del Pd ) e da Giulia Gibertoni (M5s).
“La digitalizzazione in ambito sanitario rappresenta un elemento imprescindibile per migliorare qualità e tempestività dei servizi e delle prestazioni erogate, abilitare nuove modalità di accesso e di servizi per i cittadini e, al tempo stesso, consentire razionalizzazioni ed efficientamenti importanti” – ha sottolineato Luciana Serri – ricordando che in tale ambito il fascicolo sanitario elettronico è indicato come uno degli strumenti operativi contenuti nella Strategia per la crescita digitale 2014-2020 della presidenza del consiglio dei ministri e la Regione Emilia-Romagna è una delle più avanzate nell’attuazione del percorso di attuazione di questa prassi, contribuendo anche al percorso di interoperabilità a livello nazionale. Di qui l’atto approvato che impegna la Giunta regionale a rimuovere tutti gli ostacoli per arrivare, in tempi rapidi, al completamento del percorso del Fascicolo sanitario elettronico, consentendo l’attuazione di tutte le sue potenzialità in tema di miglioramento della qualità delle prestazioni sanitarie e di efficientamento. Di pari passo il documento chiede anche di “rafforzare la strategia comunicativa nei confronti dei cittadini per la sua diffusione sul territorio regionale”. E ancora, di “continuare l’azione intrapresa con l’Agenzia per l’Italia digitale e il ministero della Salute per l’interoperabilità del Fascicolo elettronico, così da permettere ai cittadini la fruizione dei servizi offerti su tutto il territorio nazionale”.
In parallelo le richieste della risoluzione, a firma Gibertoni, che impegna la Giunta regionale a potenziare gli sportelli dedicati all’attivazione del Fascicolo sanitario elettronico e in particolare ad adottare soluzioni idonee a superare l’ostacolo rappresentato dalle modalità di rilascio del fascicolo per il quale è prevista la presenza fisica dell’interessato. “Rendiamo merito alla Regione per la linea di innovazione intrapresa- ha dichiarato la consigliera dei 5stelle- che rappresenta salto culturale di importanza notevole anche come fattore di miglioramento dei servizi e contenimento dei costi. Tuttavia ci sono alcuni ostacoli da migliorare e la nostra proposta va in questa direzione”. Di qui l’impegno per la Giunta affinché, nell’ottica della più ampia diffusione del fascicolo elettronico, si possa attivare, in alternativa alla presenza fisica dell’interessato, l’identificazione attraverso sistemi quali Federa o Spid (il sistema pubblico di identità digitale), che permettono l’accesso ai servizi on line della pubblica amministrazione e già vengono rilasciati all’utente fisicamente presente.
Consenso anche da Giuseppe Paruolo (Pd). “Se il futuro è la medicina di intervento, che va a cercare il paziente e ci consentirà di fare economie di scala precorrendo le esigenze in ambito sanitario, -ha detto- il fascicolo elettronico, con i dati che fornisce è la porta che ci indica la direzione verso la quale dobbiamo andare. Per questo- ha sottolineato- nella discussione sul riordino delle società partecipate sarà essenziale centrare sulla sanità digitale le mission da indicare”.
Dal consigliere Tommaso Foti (Fdi-An) è pervenuta la richiesta di una riflessione più vasta. I dati sulla diffusione del Fascicolo elettronico – ha detto il capogruppo – evidenziano che non c’è corrispondenza tra numero di pazienti e fascicoli elettronici rilasciati, un terzo dei quali sono stati attivati nell’Ausl di Bologna, che, però, conta circa un quarto dei pazienti di tutta la Regione. La lettura dei dati dovrebbe servire per una verifica su come vengono declinate certe opportunità. Altro tema sollevato è quello della firma grafometrica “da utilizzare in piena sicurezza anche in ambito sanitario per evitare lunghezze burocratiche e dare un segno di innovazione là dove i risultati rimangono modesti”.
Andrea Bertani (M5s) ha sottolineato l’importanza della protezione dei dati e della sicurezza, due aspetti ai quali bisognerà fare attenzione perché – ha detto – i dati hanno anche un valore economico ma soprattutto riguardano la privacy delle persone.
Per Daniele Marchetti (Lega nord) il fascicolo elettronico è uno strumento con grandi potenzialità e il numero degli utilizzatori evidenzia che c’è qualcosa che non funzione correttamente: problemi dal punto di vista operativo e poca conoscenza tra i cittadini. Speriamo – ha detto – che finalmente con questi atti riusciremo a dare svolta per far funzionare appieno questo strumento.
L’atto di indirizzo del Pd oltre che da Serri e Zappaterra è firmato anche da: Paolo Zoffoli, Alessandro Cardinali, Barbara Lori, Paolo Calvano, Katia Tarasconi, Gian Luigi Molinari, Giorgio Pruccoli, Manuela Rontini, Antonio Mumolo, Francesca Marchetti, Nadia Rossi, Roberto Poli, Enrico Campedelli, Lia Montalti, Massimo Iotti, Luca Sabattini, Mirco Bagnari, Giuseppe Paruolo e Giuseppe Boschini.
(Isabella Scandaletti)


