Dall’Emilia-Romagna parte la richiesta al Parlamento di estendere i margini del principio della legittima difesa dalla criminalità. L’Assemblea legislativa ha approvato una risoluzione, primo firmatario il consigliere regionale e segretario Pd Paolo Calvano, che auspica che “le Camere intervengano al fine di garantire colui che si trova nella situazione in cui la legittima difesa è evidente, intervenendo sulla disciplina dell’errore, introducendo l’esclusione della colpa della persona quando l’errore è conseguente del ‘grave turbamento psichico’ causato dalla persona contro la quale è diretta la sua azione”. Il documento, infine, chiede che “le spese legali siano rimborsate dallo Stato alla vittima che ferisca o causi la morte dell’aggressore, qualora ci sia un’assoluzione”. Per il consigliere dem è fondamentale “la certezza della pena e investire sui presidi territoriali delle forze dell’ordine”.
La risoluzione, oltre che da Calvano, è stata sottoscritta da Marcella Zappaterra, Giuseppe Boschini, Katia Tarasconi, Stefano Caliandro, Enrico Campedelli, Roberto Poli, Francesca Marchetti, Lia Montalti e Barbara Lori.
Respinte le tre risoluzioni dell’opposizione.

La prima, di Tommaso Foti (Fdi-An), chiede “norme equilibrate, chiare e puntuali sulla legittima difesa” che rafforzino “la tutela delle persone oneste, altrimenti esposte al pericolo di lunghe indagini giudiziarie” per il solo fatto di aver dovuto “fronteggiare un’aggressione certamente non voluta”. Il consigliere, a questo proposito, impegna la Giunta regionale “a sollecitare il presidente della Camera dei Deputati e i capigruppo a iscrivere al più presto all’ordine del giorno dei lavori assembleari le proposte di legge di modifica dell’articolo 52 del codice penale in materia di legittima difesa”.

La risoluzione presentata da Raffaella Sensoli (M5s) sollecita la Giunta a richiedere al Parlamento “di procedere all’esame delle diverse iniziative legislative che intervengono sulla difesa legittima ricercando la più ampia condivisione delle soluzioni”. Il documento chiede inoltre al Parlamento che “la discussione poggi sulla consapevolezza della necessità di una complessiva politica di sicurezza collettiva, di ordine pubblico e di legalità, prevedendo un’adeguata ed efficace dotazione di personale, strutture, mezzi e risorse finanziarie”. La risoluzione impegna infine l’esecutivo regionale ad attivarsi con il Governo affinché ponga con fermezza “l’esigenza di dotare il nostro territorio dei mezzi necessari”.

L’ultimo documento respinto, presentato dalla Lega nord, primo firmatario Matteo Rancan, chiede alla Giunta di intraprendere “tutte le azioni possibili al fine di sollecitare il presidente della Camera affinché tutte le proposte di legge di modifica dell’art.52 del codice penale in materia di legittima difesa siano al più presto iscritte all’ordine del giorno dei lavori al fine di introdurre norme più puntuali tese a rafforzare il principio di legittima difesa tutelando i cittadini e fronteggiando al meglio i fenomeni di criminalità diffusa”. Oltre a Rancan, il documento è stato sottoscritto da Alan Fabbri, Gabriele Delmonte, Stefano Bargi, Daniele Marchetti, Fabio Rainieri e Marco Pettazzoni.
Sul dibattito sono intervenuti, oltre ai presentatori dei documenti, Igor Taruffi (Si), il quale chiede che lo Stato metta in campo misure articolate per le forze dell’ordine, in particolare prevedendo più personale e mezzi per un più adeguato presidio del territorio e per la sicurezza dei cittadini.

Per Enrico Aimi (Fi) c’è “la necessità di una diffusione controllata delle armi per ex carabinieri, ex poliziotti ed ex militari come forma di prevenzione a tutela dei cittadini”. A questo proposito il consigliere ha citato il caso della strage Isis al Bataclan di Parigi: “L’esito sarebbe stato diverso se ci fosse stata una presenza armata”.
Per Stefano Bargi (Ln) “occorre dare la possibilità ai cittadini di tutelare la loro persona e la loro casa dalla criminalità”.
Per Gian Luca Sassi (M5s) “il problema è uno solo: cacciare i soldi per le forze dell’ordine”. Il resto, ha aggiunto, “sono ottime intenzioni ma poi alla fine non portano a casa nulla”.

“Dal 1992 a oggi- è poi intervenuta Silvia Prodi (Mdp-gruppo misto)– sono in costante diminuzione gli omicidi, mentre insiste il fenomeno del femminicidio”.
Anche Katia Tarasconi (Pd) ha posto l’accento sul fenomeno del femminicidio. Inoltre ha rimarcato che “dove ci sono più armi la violenza è in crescita”.
(Cesare Cicognani)



