
Consigliere comunale a Bologna, poi sindaco quindi consigliere e assessore in Regione. Una vita dedicata alla politica, alla ‘cosa pubblica’, quella di Marta Murotti che ieri sera (mercoledì 12 aprile), a 85 anni, si è spenta dopo una lunga malattia.
“Da oggi siamo tutti molto più soli”, a commentato con rammarico la presidente dell’Assemblea legislativa, Simonetta Saliera. “La scomparsa di Marta Murotti ci riempie di dolore- ha continuato- perché con lei se ne è andata non solo una donna appassionata che ha dedicato la vita all’impegno pubblico, al servizio della nostra comunità, ma soprattutto perché scompare un esempio di vita e di lotta politica. Per tutti noi che abbiamo avuto l’onore di conoscerla ha rappresentato un modello di coerenza, di serenità e di come si servono con dignità le istituzioni repubblicane. E in particolare per le donne se ne va una protagonista della lotta per l’emancipazione femminile e una pioniera del nostro impegno in ruoli di prima responsabilità nella vita amministrativa. Come ben ricordato nelle bellissime pagine che Guido Fanti le dedicò anni fa: ‘Murotti seppe proiettare l’impeto, la passione, l’intelligenza femminile ad assolvere un ruolo dirigente e non solo partecipativo alla politica‘ (in Cronache dall’Emilia rossa, ndr)”.
Nata nel 1931 a Ponte Ronca, Murotti fu consigliera comunale del Pci a Bologna dal 1960 al 1965, anno in cui fu eletta sindaco a Zola Predosa dove rimase primo cittadino fino per dieci anni. Dopo l’esperienza con la fascia tricolore, il grande salto in Regione dove è stata prima assessore e poi vicepresidente del Consiglio regionale. Da lì, il passaggio a presidente della Consulta per gli Emiliano-Romagnoli all’estero. Politicamente attiva tanto nel Pci, quanto nell’Udi, Unione Donne Italiane, nel 2004 fu insignita del “Premio Provincia di Bologna” per l’impegno dimostrato in tanti anni di vita pubblica.



