“Appreso della presenza di un inviato della trasmissione televisiva nell’Istituto, ho provveduto a fare le prime verifiche, programmando, a seguito dell’autodenuncia di un collega, la prima sospensione cautelativa. Questo è l’unico atto che ho assunto nelle prime 48 ore”. Così l’inizio della relazione- alle commissioni Cultura, scuola, formazione, lavoro, sport e legalità, presieduta da Giuseppe Paruolo, e Bilancio, affari generali e istituzionali, presieduta da Massimiliano Pompignoli- del direttore Ibc Alessandro Zucchini, che ha sospeso le sue attività in istituto dopo la bufera scatenata dai servizi di “Striscia la notizia” sui presunti ‘furbetti del cartellino’. Con Zucchini, a relazionare ai consiglieri dell’Assemblea legislativa ci sono anche il presidente dimissionario Ibc, Angelo Varni e l’assessore alla Cultura Massimo Mezzetti.
Sui presunti casi di assenteismo, di cui si sta occupando l’Ufficio procedimenti disciplinari della Regione, Zucchini ha rivendicato la sua azione. “Ho visionato i filmati televisivi segnalando agli uffici regionali i nomi dei colleghi individuati. Questo è quello che ho fatto come direttore responsabile”.
Zucchini in un passaggio dell’informativa all’Assemblea sui presunti casi di assenteismo denunciati da “Striscia”, ha anche parlato di un nuovo modello organizzativo, che dovrebbe entrare a breve in funzione, dove sono previste “fusioni di servizi e un’unica figura” dirigenziale che “ricoprirà il 70-80 per cento delle responsabilità dell’organo”.

Rispondendo alle prime domande di Galeazzo Bignami (Fi) Zucchini ha precisato che l’organo è composto da un presidente nominato dall’Assemblea e un consiglio direttivo formato da quattro persone nominati dalla Giunta. Il consiglio direttivo nomina poi un direttore. “I nostri atti vengono vagliati e autorizzati dalla Giunta”, ha precisato. L’Istituto conta circa cento dipendenti, ha spiegato Zucchini, di cui 19 posizioni organizzative, cioè funzionari di fascia alta che coadiuvano il lavoro dei dirigenti. “Non abbiamo dipendenti a tempo determinato, così come non sono previsti incarichi professionali. La sede di via Marsala ci costa, di canone, circa 90.000 euro annui, quella di via Galliera circa 300.000”.
Quanti sono in Ibc i dirigenti, i dipendenti, quali i costi e l’attività dei dipendenti “è sottoposta a valutazione?”. E’ stato Galeazzo Bignami (Fi) a intervenire per primo sul caso Ibc nell’informativa dei vertici dell’organo nella seduta congiunta della commissione Cultura, scuola, formazione, lavoro, sport e legalità, presieduta da Giuseppe Paruolo, con la commissione Bilancio, affari generali e istituzionali, presieduta da Massimiliano Pompignoli.
E’ necessario, ha poi rimarcato, “compiere tutti gli accertamenti del caso, verificare le responsabilità prima di prendere i dovuti provvedimenti. L’istituto andrebbe riformato, assorbito dall’assessorato”.
“Doveroso- è poi intervenuto Alan Fabbri, capogruppo della Lega Nord– da parte del presidente dimettersi e da parte del direttore autosospendersi”. Il consigliere ha poi definito “caduta di stile” la scelta di Bonaccini “di coinvolgere la stampa, sul caso, prima di informare i capigruppo regionali”. Un organismo, l’Ibc, ha aggiunto, “che fino all’altro giorno era considerato fiore all’occhiello della sinistra emiliano-romagnola e oggi è su Striscia la notizia”. Sono necessari, ha poi concluso, “controlli sugli enti periferici di questa Regione”.
Tommaso Foti (Fdi-An) ha chiesto quali siano le modalità dei controlli sulle presenze dei dipendenti dell’Istituto, anche in considerazione del fatto che Ibc ha più sedi decentrate. Nel merito dell’accaduto, ha evidenziato come sette dipendenti sottoposti a indagine siano un numero rilevante, che richiama il problema di una prassi diffusa e consolidata e solleva un tema cruciale: chi esercitava il controllo sui dipendenti? Nel caso vengano accertate precise responsabilità sia da parte dei dipendenti sia a carico dei dirigenti, il capogruppo ha ribadito di attendersi che la Regione si costituisca parte civile, a tutela dell’Ente e per dare l’esempio a tutto il personale regionale (circa 4mila dipendenti).
Anche Manuela Rontini (Pd), prima firmataria della richiesta di convocazione in audizione dei vertici di Ibc, ha richiamato il problema dei controlli, ricordando, peraltro, come la dirigenza dell’Istituto negli anni precedenti si sia dimostrata risoluta nel sanzionare comportamenti scorretti dei dipendenti adottando severi procedimenti disciplinari. Infine, ha chiesto, in vista della riorganizzazione di Ibc, che venga attentamente valutata la dotazione del personale.
Giulia Gibertoni (M5s) ha riproposto il tema della riforma di Ibc, istituto a suo avviso svuotato nel tempo di competenze e abbandonato al proprio destino, fino a trasformarlo in ente superfluo. Di questo la consigliera ha imputato agli ultimi due presidenti della Regione (Vasco Errani e Stefano Bonaccini, ndr) e alle maggioranze assembleari che li hanno sostenuti, una precisa responsabilità politica. Una riforma dell’Istituto, quindi, appare ormai ineludibile, anche alla luce del Rapporto Vassallo sulla riorganizzazione della Regione, che richiamava a una spiccata e tempestiva rotazione dei dirigenti. Così come – ha concluso – appare sempre più impellente affrontare il tema generale della governance delle partecipate, delle agenzie e degli istituti della Regione.
Igor Taruffi (Si) ha sottolineato la necessità di tenere distinto il caso dei “furbetti del cartellino” dalla riflessione più generale sul funzionamento di Ibc, del quale è allo studio una radicale riforma. Nell’esprimere apprezzamento per le dimissioni del presidente Varni e l’autosospensione del direttore Zucchini, gesto che fa onore a entrambi, ha chiesto conto degli strumenti di controllo della presenza dei dipendenti attivati nell’Istituto, auspicando che le verifiche in corso procedano con rigore ma senza clamore mediatico e processi sommari.
Sul tema dei controlli, il direttore Zucchini ha ribadito di non aver mai avuto segnalazioni circa comportamenti scorretti da parte dei dipendenti. In caso contrario – ha assicurato – sarei intervenuto, come peraltro avvenuto in occasione di precedenti, attivando rigorosi procedimenti disciplinari. Né io né gli altri dirigenti dell’Istituto – ha sottolineato – abbiamo avuto nemmeno il sospetto o il sentore di comportamenti scorretti come quelli ripresi dalle telecamere della nota trasmissione satirica. Tutti gli strumenti di controllo richiesti dalla Regione – ha ribadito – sono stati pienamente attivati e sono correttamente funzionanti. Naturalmente sono strumenti di controllo a posteriori, non preventivi. Sempre, peraltro, la dirigenza di Ibc ha informato e sensibilizzato il personale al rispetto delle modalità di accertamento della presenza e dell’assenza dalla sede di lavoro introdotte dalla Regione in applicazione delle norme vigenti, al pari degli altri istituti e aziende della Regione. Secondo il direttore, peraltro, i risultati conseguiti anche negli ultimi tempi da Ibc starebbero a confermare l’impegno di tutto il personale nel perseguimento degli obiettivi lavorativi assegnati.
Andrea Bertani (M5s) ha richiamato il tema dell’adeguatezza delle politiche regionali in materia di organizzazione del personale. A tal proposito ha sottolineato l’importanza dell’istituto del wistleblowing (soffiatore nel fischietto), cioè la segnalazione, da parte di dipendenti interni a una struttura, di comportamenti scorretti, che in tutta evidenza, come dimostra l’attivazione di “Striscia la notizia”, non ha funzionato in Ibc e, stando ai dati, nemmeno nel resto delle strutture della Regione.
Giuseppe Boschini (Pd) ha invitato l’assessore Mezzetti a chiarire se siano già allo studio ipotesi di riforma dell’Ibc.
Paolo Calvano (Pd), rivolgendo un plauso al presidente della Regione, Stefano Bonaccini, per la tempestività e il rigore adottati nel promuovere le verifiche e gli accertamenti sul caso, ha chiesto ai vertici di Ibc la massima collaborazione per fare piena luce sull’accaduto, al fine di tutelare i dipendenti corretti e salvaguardare l’immagine e il buon nome dell’Istituto.
Stefano Caliandro (Pd) ha evidenziato come la tutela del lavoro e dei dipendenti corretti sia il principio guida della Regione, che ha subìto un evidente danno d’immagine dalla vicenda. La riforma di Ibc – ha sottolineato il capogruppo – è ormai ineludibile dato che come Pd vogliamo rilanciarne le funzioni. Oggi il nostro dovere – ha concluso – è di non lasciare zone d’ombra rispetto a quanto è accaduto, nella convinzione che l’attesa delle dovute verifiche in corso si deve accompagnare con la risolutezza nell’assumere decisioni politiche di ampio respiro.
(Cristian Casali/Luca Govoni)



