Entro febbraio potrebbe essere sottoscritta un’intesa preliminare con il Governo per l’ottenimento di maggiori forme di autonomia per Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Lo ha annunciato oggi in Aula il presidente della Regione Emilia-Romagna, nella seduta specifica dell’Assemblea legislativa dedicata al percorso intrapreso per acquisire maggiori competenze in ambiti strategici come la tutela dell’ambiente, il lavoro, l’istruzione e la sanità.
La firma di un’intesa formale arriverebbe, a conclusione della prima fase del negoziato avviato con il Governo lo scorso novembre, “a porre un punto fermo alla vigilia delle imminenti elezioni politiche, dal quale il nuovo esecutivo- di qualsiasi colore sia- non potrà più tirarsi indietro”, ha precisato ancora il presidente della Regione.
Nel testo sottoscritto saranno definiti i criteri tecnici per la definizione delle risorse finanziarie connesse all’esercizio delle nuove funzioni e saranno individuati i meccanismi di finanziamento, nonché il metodo per la determinazione del costo di esercizio delle funzioni. “Se si concluderà con esito positivo- ha sottolineato il numero uno della Giunta- sarà un percorso di portata storica. Per la prima volta si riapre il dibattito sul regionalismo, in vista di una valorizzazione delle autonomie nella cornice sacra dell’unità del nostro Paese. Proveremo a superare il disagio che il centralismo statale ha creato nelle regioni più virtuose per innescare una competizione positiva che porti a comportamenti più efficienti”.
Il cronoprogramma prevede nuovi approfondimenti in commissione, in vista del voto definitivo dell’Aula, presumibilmente il prossimo 30 o 31 gennaio.
Dalle politiche del lavoro fino all’ambiente: tutti i consiglieri sono entrati nel merito della trattativa tra Regione e governo. Il gruppo della Lega Nord ha spiegato come “l’obiettivo che abbiamo tutti è portare a casa più deleghe possibili e avvicinare così i cittadini alle scelte degli amministratori”. Anche se, sempre dagli esponenti del Carroccio, arriva la richiesta dei costi: “Vorremmo capire qual è la ‘bilancia’, quali saranno i costi residui? Questo dibattito andava fatto prima dell’avvio della trattativa, non dopo”.
Un dibattito di certo diverso rispetto a quelli passati, come sottolineato da Sinistra Italiana (“Un clima molto diverso e che dimostra come sia inutile spendere soldi per un referendum sull’autonomia. A noi stanno a cuore temi come sicurezza sul lavoro e urbanistica”) anche se da Fratelli d’Italia arrivano dubbi e perplessità: “Ciò che mi lascia perplesso -ha spiegato il capogruppo- è che siano le Regioni a tutelare i grandi settori come quello dei rifiuti che hanno una partecipazione pubblica”.
Critiche arrivano anche dal Movimento 5 Stelle, che sottolinea come “la giunta non ha il mandato per la richiesta di ulteriori quattro competenze”. Anche se alcune loro proposte sono state accolte, il Movimento solleva comunque delle perplessità: “Se l’autonomia non andrà in porto, chi ci metterà i soldi per le bonifiche?”. Mentre Forza Italia resta più distaccata: “Abbiamo una valutazione positiva sul metodo, per quella sul merito aspettiamo”.
Il Partito Democratico spiega come “stiamo facendo quello che dobbiamo fare” e da questo dibattito a cui “tutti stanno dando un contributo” si arriverà a una trattativa sull’autonomia con cui “stiamo facendo una cosa epocale, da cui non si può tornare indietro: stiamo facendo i veri legislatori. Abbiamo chiesto più autonomia non per avere più soldi ma per poter fare più riforme”. E aggiungono come “maggioranza e minoranza si stiano interfacciando per il bene del Paese secondo punti di vista diversi”.



