Efficienza energetica, risparmio economico e riduzione dell’inquinamento luminoso sono al centro di un’interrogazione presentata alla giunta dal Partito Democratico. Recenti studi di Enea e Fire (Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia) dimostrano che i Comuni italiani spendono per l’illuminazione pubblica un miliardo di euro all’anno, pari a 18,7 euro per abitante, il costo più alto registrato in Europa dopo quello della Spagna.
“La Regione Emilia-Romagna -spiegano dai banchi dem- con la legge 19 del 2003 ha affrontato il tema della pubblica illuminazione introducendo importanti principi a cui attenersi per la progettazione di nuovi impianti e la sostituzione di quelli obsoleti” e con la delibera di giunta del novembre 2015 “sono stati apportati ulteriori elementi di innovazione e di miglioramento al quadro di riferimento normativo grazie all’attento monitoraggio che la Regione ha effettuato nel corso degli anni”.
Inoltre, con la delibera di dicembre scorso Modalità e criteri per la concessione di contributi per la realizzazione di interventi per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici e dell’edilizia pubblica in attuazione dell’asse 4 (promozione della low carbon economy nei territori e nel sistema produttivo, ndr), “la Regione intende sostenere gli enti pubblici affinché vengano conseguiti obiettivi di risparmio energetico, uso razionale dell’energia, valorizzazione delle fonti rinnovabili, riduzione delle emissioni di gas serra. Dunque il bando incentiva la realizzazione di impianti, sistemi e servizi energetici con caratteristiche innovative per aspetti tecnici, gestionali e organizzativi che utilizzano fonti rinnovabili di energia.
Quindi, il Pd interroga la giunta per sapere “se intenda integrare l’elenco degli interventi ammissibili a finanziamento del bando includendo anche la pubblica illuminazione o, in alternativa, come pensi di sostenere i Comuni nel virtuoso percorso di efficientamento energetico, di sostenibilità ambientale e di risparmio economico legato alle importanti novità introdotte dal governo”.
(Margherita Giacchi)



