Quanto esteso e a quali fattori si può imputare il crescente fenomeno di predazione a carico dei cani domestici in Emilia-Romagna. E’ una delle richieste di un consigliere della Lega Nord che interroga la giunta sulla distribuzione ed entità della popolazione del lupo sul territorio regionale visto che ad oggi non esistono dati recenti (l’ultimo monitoraggio risalirebbe al 2010) e che la stampa locale sta riportando episodi sempre più frequenti di attacchi ad animali domestici da parte di cosiddetti “canidi” – come quelli avvenuti nella provincia di Modena, nei comuni di Prignano, Polinago e Serramazzoni.
Il consigliere, oltre chiedere di far luce sull’entità numerica dei lupi e sulle operazioni di monitoraggio in corso per controllare la zona regionale, domanda anche quali siano le autorità chiamate ad eseguire gli accertamenti sul campo, quali gli iter e le indagini per determinare l’identità del predatore in ogni singolo episodio. Dall’ultimo monitoraggio del 2010, sarebbero infatti stati riconosciuti “535 esemplari di cui 144 riferibili a cani domestici, 21 ibridi (4%) e i restanti 370 (ovvero il 70%) lupi”. Stabilire la paternità di questi attacchi con procedure di accertamento ed analisi genetiche dei campioni biologici rinvenuti risulta fondamentale per affrontare il fenomeno, ricorda il consigliere riportando gli studi di Ispra-Emilia-Romagna. Per questo, oltre a sapere se tale procedura venga effettuata, il leghista intende far chiarezza anche sul numero di episodi di predazione attribuibili al lupo, al cane domestico e agli ibridi.
Il consigliere chiede infine di sapere se esistono fondi destinati alla prevenzione e al risarcimento danni, visto che tali aggressioni generano non solo un impatto emotivo per i padroni, ma anche economico, colpendo spesso cani da caccia o da lavoro per la tenuta del bestiame.
(Francesca Mezzadri)


