
Promuovere i diritti delle bambine e dei bambini, monitorare i casi di bullismo infantile, contribuire a creare una cultura contraria alla violenza e all’intimidazione verso i minori. L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha accolto positivamente la proposta arrivata dall’associazione Terre des hommes per aderire al “Manifesto indifesa, per una diffusione della cultura del rispetto e della prevenzione della violenza e della discriminazione di genere”. La decisione è stata presa all’unanimità dei presenti nel corso della riunione odierna dell’Ufficio di presidenza del parlamento di viale Aldo Moro.
L’obiettivo del documento, che nel corso del 2017 ha visto l’adesione di molti Comuni italiani ed emiliano-romagnoli (tra cui Milano, Roma, Bologna, Parma, Torino, Genova, Palermo e Bari), è quello di promuovere attività di formazione e controllo sui temi come il bullismo e il cyberbullismo, inserendoli, ove già esistessero, anche nei Piani antiviolenza già presenti nelle diverse pubbliche amministrazioni. C’è poi l’impegno a celebrare l’11 ottobre la Giornata contro la violenza contro le bambine e i bambini.
“In questo modo si rafforza il lavoro della nostra Assemblea legislativa su un tema fondamentale per la dignità e il diritto alla vita e alla sicurezza delle bambine e delle ragazze nella nostra comunità”, spiega Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna.
Sempre nel campo dei diritti dei bambini l’audizione di Fidapa (Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari) del distretto Nord-Est e la Carta dei diritti della bambina è stata al centro della commissione Parità, presieduta da Roberta Mori. Fidapa è un’associazione composta da 11.500 donne in Italia e “ha lo scopo -ha spiegato la presidente del Distretto Marta Lanzarotti – di promuovere, coordinare e sostenere le iniziative delle donne, la loro autonomia, la parità di genere, raccogliendo le idee al femminile”.

Uno dei punti cardine dell’associazione è quella di promuovere La Carta dei diritti della Bambina, che risale al 1997, ispirandosi alla convenzione Onu sui diritti dell’infanzia. Ma è stato fatto un passo in più: “Nel 2016 – spiega l’altra esponente dell’associazione Maria Grazia Avezzù – è stata sottoscritta la Nuova Carta dei diritti della Bambina, che deve essere letta come una premessa fondamentale per l’affermazione e la tutela dei diritti delle donne fin dalla nascita”. E la sfida di Fidapa era quella di ottenere l’adozione della Carta da parte delle istituzioni locali. Sfida accettata da diverse Regioni, come la Valle d’Aosta, la Toscana e la Basilicata.
Parte proprio da questo la risoluzione presentata da Francesca Marchetti del Partito democratico (prima firmataria) e da Roberta Mori (Pd), Stefano Caliandro (Pd), Antonio Mumolo (Pd), Gianni Bessi (Pd), Nadia Rossi (Pd), Lia Montalti (Pd), Paolo Zoffoli (Pd), Barbara Lori (Pd), Enrico Campedelli (Pd), Silvia Prodi (Gruppo misto-Mdp), Igor Taruffi (Si), Yuri Torri (Si), Manuela Rontini (Pd), Gian Luigi Molinari (Pd), Luca Sabattini (Pd), Luciana Serri (Pd) e Marcella Zappaterra (Pd) con cui si chiede alla giunta di sottoscrivere la Carta e di individuare forme di collaborazione con Fidapa per una divulgazione della Carta.
“La nuova ‘Carta dei Diritti della Bambina’ è coerente con i nostri principi statutari – sottolineano i consiglieri -, la normativa vigente e gli strumenti adottati in materia di parità di genere, educazione e tutela dell’infanzia e adolescenza, nonché in linea con l’attenzione ai diritti delle minori che la Regione Emilia-Romagna esprime nei propri programmi di cooperazione”. Tanto che la risoluzione è stata votata all’unanimità in commissione (con il voto a favore di Pd, Si, Movimento Cinque Stelle e Lega nord). “Un bel segnale”, ha sottolineato Francesca Marchetti.



