Mettere in rete gli aeroporti dell’Emilia-Romagna può far decollare l’intera regione. Industriali, cooperative, sindacati confederali ed enti locali promuovono la proposta di legge della giunta regionale su aeroporti e logistica integrata, tanto da auspicare un aumento delle risorse regionali destinate a questo progetto, mentre Cna chiede maggiore concertazione e il sindacato di base Usb è nettamente critico. È quanto è emerso dall’audizione avvenuta oggi durante l’incontro congiunta delle commissioni Territorio e Politiche economiche presiedute da rispettivamente da Paolo Burani e Luca Giovanni Quintavalla.
L’obiettivo che accomuna tutti i soggetti interessati è “specializzazione”, nel senso di valorizzare la vocazione di ognuno dei quattro aeroporti emiliano-romagnoli (Bologna, Rimini, Parma e Forlì) senza creare competizione, ma dando vita a una “rete”. “Vogliamo rendere attrattivo il nostro territorio per imprese, risorse umane e turisti: per questo l’efficacia di infrastrutture e aeroporti è fondamentale”, spiega il presidente Quintavalla. Sulla validità del progetto di legge si è espresso il relatore di maggioranza Andrea Massari (Pd) per il quale “che questo sia un bel progetto di legge lo dimostra come gli operatori economici del settore lo hanno accolto: molti hanno già variato le proprie attività accogliendo le opportunità offerte da queste norme”, mentre per quello di minoranza Francesco Sassone (FdI) “manca completamente una visione complessiva, non ci viene detto come, quando e dove verranno fatti gli investimenti, in quanto l’applicazione della legge viene rinviata ad atti amministrativi di cui ora non siamo informati”. Le parole di Sassone sono condivise dagli altri rappresentanti del centrodestra che alla giunta chiedono maggiori certezze e di creare una reale rete regionale.
La posizione delle parti sociali e degli enti locali
Per Camilla Giannotti (Confindustria Emilia-Romagna) “il sostegno al sistema aeroportuale è strategico per l’economia e l’attrattività del nostro territorio per cui come Confindustria apprezziamo questo progetto. Tuttavia, la copertura finanziaria ad oggi prevista per raggiungere tanti ambiziosi obiettivi non è adeguata: i 4 milioni stanziati ogni anno sono pochi se consideriamo che 2 di questi servono a coprire i mancati introiti della council tax. Ci deve essere una strategia su scala regionale sostenibile nel lungo periodo, con sostegni strutturali, e la cabina di regia regionale deve chiarire come valorizzare l’hub regionale di Bologna. Si potrebbe valutare anche il coinvolgimento di soggetti privati il cui contributo potrebbe essere funzionale a strategie di sviluppo. La logistica è un settore in rapido sviluppo cui servono investimenti strutturali e spazi adeguati. Per questo, la revisione della disciplina urbanistica regionale non si deve tradurre in misure restrittive in modo generalizzato e deve tenere conto degli insediamenti logistici. Anche per rendere il trasporto su gomma più attrattivo servono maggiori incentivi di lungo periodo. La nostra proposta è di prevedere premialità per i carichi aggiuntivi e, in vista del nuovo Prit, di adottare scelte infrastrutturali coerenti con la politica industriale”.
Sulla stessa linea Davide Missiroli (Legacoop Emilia-Romagna) intervenuto a nome del movimento cooperativo: “La proposta di legge va nella giusta direzione perché valorizza i singoli aeroporti mettendoli a sistema e allo stesso tema si pone il tema di potenziare la mobilità sostenibile, mettendo la logistica al centro dell’azione della Regione che vuole fare dell’Emilia-Romagna un hub europeo. Valutiamo con favore la realizzazione della Cabina di regia”.
Per Diego Benati (Cna Emilia-Romagna) “sarebbe stata necessaria maggiore concertazione, bisognava avere un maggiore dialogo: ora vorremmo capire che legame ci sarà tra questa legge e il nuovo piano regionale dei trasporti”.
Dal fronte sindacale William Ballotta (Cisl Emilia-Romagna) ricorda: “Stiamo realizzando un sistema che non deve in alcun modo mettere in contrapposizione il ruolo strategico internazionale dell’aeroporto Marconi di Bologna con lo sviluppo e la crescita degli altri scali regionali, ma deve avere l’obiettivo di sviluppare e consolidare le sinergie fra i nostri quattro aeroporti per lavorare meglio e accogliere un numero sempre maggiore di passeggeri e merci, puntando sempre a un giusto equilibrio tfa sviluppo economico, tutela dell’occupazione, sostenibilità ambientale e integrazione territoriale. Per la Cisl è giusto qualificare al meglio gli scali, creando specializzazioni per ognuno di essi: con Rimini a pura vocazione turistica, Forlì indirizzata su voli business a corto raggio, Parma con una propensione volta a turismo e business e tutto questo sempre considerando il volano economico assunto dal sistema aeroportuale per la città di Bologna”. Opposta la posizione di Federico Serra (Usb) per il quale “questo progetto di legge si basa su un’idea vecchia e sbagliata di sviluppo, anche legata all’economia di guerra che stiamo vivendo: si pensa solo a muovere merci e persone senza tenere conto che questo modello di sviluppo provoca lavoro sfruttato e sottopagato”.
Michele Bufo, amministratore delegato della società di gestione dell’aeroporto di Parma, condividendo “la perplessità circa l’esigua dotazione finanziaria”, ritiene il pdl in linea con gli obiettivi di creare attrattività per gli scali aeroportuali. “Parma aveva difficoltà storiche e con questo progetto si sta tracciando una linea per invertire la tendenza e dare sviluppo virtuoso agli aeroporti minori per troppo tempo sottoutilizzati. Plaudo quindi alle iniziative portate avanti con questo pdl che vanno nella direzione giusta a cominciare dall’abbattimento della council tax. Questo ha creato un immediato appeal per le maggiori compagnie europee. Una politica di sostegno, prevista nel pdl, è indispensabile nella fase di partenza ma deve essere più robusta per dare spazio alla crescita. C’è bisogno anche di adeguare le strutture a terra per essere pronti ad accogliere nuovi velivoli più moderni”.
Luca Bocchialini fondatore del “Movimento Parma per il Verdi” e pilota ha evidenziato “il superamento del concetto di ‘sovrapposizione aeroportuale’ perché il mercato aeronautico è in continua espansione e ha dato la possibilità a sempre più persone di viaggiare in aereo, anche grazie alle compagnie low cost. Questo ha cambiato il comportamento dei passeggeri che non vogliono più occupare tempo negli spostamenti per raggiungere gli scali maggiori. Il Marconi di Bologna può avere ancora margini di crescita ma sta registrando un ‘bombardamento’ di traffico e di conseguenza a livello qualitativo e operativo comincia a esserci una decrescita di qualità. Anche a livello di espansione infrastrutturale ci sono limiti urbanistici: è in un contesto cittadino che non permette ulteriore espansione quindi una distribuzione più equilibrata di traffico può dare benefici a operatori e aeroporti. Lo scalo leader resta Bologna facendo da traino anche agli altri e favorendo una crescita equilibrata tra tutti”.
Gianluca Borghi, assessore all’Ambiente e mobilità del Comune di Parma, ha sottolineato “la bontà del provvedimento che consentirà al territorio di svolgere un ruolo attivo in materia aeroportuale. La situazione di Parma è complessa e la direzione di sostenere una maggiore attrattività degli scali consentirà uno sviluppo concreto. Un ruolo forte di governo e coordinamento da parte della Regione rappresenta un’importante occasione di sviluppo per tutte le attività. Ci deve essere un ruolo utile delle istituzioni e l’assunzione di responsabilità regionale rappresenterà un salto importante di qualità che, come città, sosterremo”.
Alle osservazioni delle parti sociali e degli enti locali hanno risposto le assessore ai Trasporti Irene Priolo e al Turismo Roberta Frisoni: per Priolo la legge va nella giusta direzione e la Regione continuerà a coinvolgere i soggetti interessati nella sua attuazione, mentre per Frisoni sono notevoli gli effettivi a sostegno del turismo anche se preoccupano le conseguenze delle guerra in corso nel mondo.
Il progetto di legge in sintesi
Il progetto di legge introduce una cornice organica di intervento sul settore e prevede uno stanziamento stabile di 4 milioni di euro all’anno, di cui 2 milioni per l’abolizione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco (la cosiddetta council tax). La proposta della Giunta prevede, in particolare, di incrementare il flusso turistico degli aeroporti minori (ovvero quelli con un traffico inferiore a 700mila passeggeri all’anno). A tal fine viene data attuazione alle disposizioni della legge di Bilancio di previsione dello Stato per il 2026 che hanno stabilito la disapplicazione, a decorrere dal 1° gennaio 2026, della council tax negli aeroporti di Rimini, Forlì e Parma e di attivare interventi nel settore del trasporto delle merci in coerenza con gli obiettivi indicati dalla programmazione nazionale e regionale. Grazie a un emendamento nella legge di bilancio nazionale, la Regione ha infatti ottenuto la facoltà di eliminare l’imposta aeroportuale facendosi carico dei mancati introiti per i Comuni interessati. Il progetto di legge avrà come punto di forza l’istituzione di una cabina di regia per avere una visione di sistema su scala regionale e garantire l’efficacia delle strategie di sviluppo infrastrutturale nei territori sede degli scali aeroportuali: Parma, Bologna, Forlì e Rimini. La cabina di regia sarà composta da Regione, Comuni sedi di aeroporti, Azienda di promozione turistica regionale, Unioncamere Emilia-Romagna, gestori aeroportuali, inoltre potrà essere integrata anche con la partecipazione dei rappresentanti di ministero dei Trasporti, Enac ed Enav (previo accordo con lo Stato), nonché con altri soggetti pubblici interessati. All’obiettivo di promuovere lo sviluppo degli aeroporti, si affianca quello di contribuire al miglioramento della qualità dell’aria e perseguire la crescita del trasporto ferroviario delle merci. A tal fine la Regione incentiverà l’avvio e la realizzazione di servizi di trasporto ferroviario intermodale, di trasporto fluviale e fluvio-marittimo e potrà concedere contributi nel limite massimo di 4milioni di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2026, 2027 e 2028, di cui 2 milioni per l’abolizione della council tax, istituendo appositi capitoli di bilancio.
(Lucia Paci e Luca Molinari)



