Nuovi tralicci in Appennino per continuare a ridurre il digital divide, un Fascicolo sanitario elettronico più semplice da utilizzare, potenziamento della telemedicina, un nuovo sistema unificato di servizi digitali per imprese, professionisti, associazioni di categoria e amministrazioni locali, software predittivi e “gemelli digitali” per assicurare manutenzione e messa in sicurezza del territorio e per supportare decisioni in merito alle condizioni dell’aria, dell’acqua e del traffico. Fra gli altri obiettivi: un uso consapevole e innovativo delle tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale, utilizzo di big data per l’analisi in tempo reale di presenze e flussi turistici, software avanzati per la gestione dell’Edilizia residenziale pubblica.
Al via in Assemblea legislativa la discussione sull’Agenda digitale 2026, il “piano dei lavori” per ridurre il gap tecnologico tra i territori e le generazioni di emiliano-romagnoli. “Nell’era digitale, la Regione Emilia-Romagna ha il dovere e l’opportunità di essere motore di innovazione sociale, culturale ed economica”, sottolinea l’assessora al Digitale Elena Mazzoni, per la quale “questa Agenda individua alcune grandi sfide trasversali. Il coordinamento delle azioni in materia di intelligenza artificiale, una tecnologia che sta già cambiando profondamente la società e che continuerà a farlo in tempi rapidissimi”.
Nel corso del dibattito iniziato dopo la presentazione del documento Vincenzo Paldino (Civici) ha sottolineato come “l’Agenda digitale 2025-2029 sia coerente con le politiche comunitarie e come debba essere considerata strumento di trasformazione delle imprese. Occorre anche puntare a snellire le procedure della pubblica amministrazione e sostituire l’analogico per alleggerire i costi. Il compito della P.A. è rendere i servizi tecnologici più accessibili. L’auspicio è che il pacchetto ‘digital omnibus’ venga finalmente realizzato per rispondere alle sfide: è determinante rispondere alla tecnologia europea assicurando che l’attività di ricerca e sviluppo avvenga sul nostro suolo. L’Emilia-Romagna può agire come laboratorio con strategie che pongono l’intelligenza artificiale a servizio del bene comune garantendo tecnologie trasparenti e tracciabili e per mantenere competitivo il tessuto imprenditoriale locale”.
Per Giancarlo Tagliaferri (FdI), invece, “c’è una profonda distanza tra la narrazione e la realtà. Il confronto delle ultime settimane ha portato miglioramenti grazie al contributo del sistema produttivo e gli emendamenti presentati rafforzano proprio il riferimento al sistema produttivo come pilastro per la trasformazione digitale regionale che riguarda non solo la P.A. ma la competitività del territorio. Parlare di agenda digitale significa sviluppo economico. Tuttavia, ci sono divari evidenti tra città e piccoli comuni, pianura e montagna e, se non si interviene, si rischia di accentuare il divario tra territori. Altro elemento riguarda il ruolo delle infrastrutture necessarie per la trasformazione digitale nella P.A.: richiedono risorse che molti piccoli comuni hanno difficoltà a gestire col rischio di metterli in difficoltà. La vera sfida non è scrivere strategie ma realizzarle”.
Prima di approdare in Aula, l’Agenda digitale è stata discussa e approvata con il voto favorevole dei consiglieri di centrosinistra e l’astensione di quelli di centrodestra, nella commissione Statuto e Regolamento e in quella Bilancio presiedute rispettivamente da Emma Petitti e Annalisa Arletti. Sempre nel corso delle commissioni l’Agenda Digitale ha riscosso il consenso dei rappresentanti di Alleanza Cooperative, Cna, Confindustria e Confartigianato, concordi nel sostenere l’importanza di quanto fatto dalla Regione per far sì che l’innovazione tecnologica semplifichi il rapporto con la Pubblica Amministrazione e migliori la vita di cittadini e imprese.
(Irene Gulminelli e Lucia Paci)



