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Pd: l’Unione europea cambi la politica agricola comunitaria

Approvata una risoluzione a prima firma Massimo Bulbi che sollecita la giunta a intervenire su governo nazionale e UE per una maggiore flessibilità e risorse al settore agricolo

Sollecitare governo nazionale e Unione europea a tutelare gli interessi degli agricoltori e garantire un maggiore sostegno a tutto il comparto.

Questo l’impegno rivolto alla giunta regionale in una risoluzione a prima firma Massimo Bulbi (Pd) e siglata anche dai colleghi di gruppo Nadia Rossi, Stefano Caliandro, Matteo Daffadà, Manuela Rontini, Palma Costi, Marcella Zappaterra, Marco Fabbri, Lia Montalti, Luca Sabattini, Mirella Dalfiume, Roberta Mori e Francesca Marchetti in cui si auspica innanzitutto l’avvio di un dialogo “con le istituzioni europee affinché siano ascoltate le istanze del mondo agricolo e per la revisione della Pac”.

I correttivi alla politica agricola comunitaria dovrebbero quindi “garantire maggiore flessibilità e adattabilità alle diverse realtà territoriali e produttive, promuovendo iniziative legislative e operative che consentano un uso più efficace dei terreni agricoli, fornendo risorse aggiuntive per un’agricoltura ambientalmente sostenibile, attuando gli interventi strutturali necessari per garantire un reddito stabile agli agricoltori, la redditività delle aziende agricole, riconoscendo un giusto compenso per i prodotti agricoli e disponendo che l’Ismea calcoli e pubblichi tempestivamente i costi di produzione”.

Una seconda richiesta dell’atto di indirizzo riguarda specificamente il settore agroalimentare romagnolo devastato dall’alluvione dello scorso maggio e delle calamità naturali accadute in seguito. In questo specifico caso si ricorda come il comparto abbia subito “perdite dirette stimate oltre 1,5 miliardi di euro e impatti negativi duraturi sull’economia regionale e nazionale”, dal momento che è stato colpito il 42% della superficie agricola e 21mila imprese (il 49% di quelle della regione). “Per questo motivo -continua Bulbi- le associazioni agricole avanzano una serie di richieste per affrontare le sfide del settore, migliorare le condizioni di lavoro e produzione e per garantire la sostenibilità e competitività dell’agricoltura a livello nazionale ed europeo, oltre a sollecitare un dialogo costruttivo con le autorità”.

La richiesta all’Europa è quindi di non contrarre le risorse destinate alla Politica agricola comunitaria unitamente ad una maggiore semplificazione per “introdurre deroghe sull’incolto e per i prodotti agroalimentari nei regolamenti UE e ad un maggiore impegno per fermare le frodi sull’origine dei prodotti”. Specifico passaggio anche per il mondo della pesca con la richiesta di “opporsi alla riduzione delle giornate e delle zone di pesca per lo strascico, aumentare il supporto alle aziende danneggiate da specie invasive come il granchio blu e rivedere l’indennità di malattia per i pescatori, portandola al 75%”. Appello finale, poi, per l’essenziale “tutela della tradizione agricola e delle tradizioni enogastronomiche uniche dell’Emilia-Romagna e dei suoi prodotti tipici per mantenere l’eccellenza qualitativa riconosciuta a livello nazionale e internazionale”.

Al documento proposto dal Pd è stata poi abbinata una seconda risoluzione a prima firma Fabio Rainieri (Lega) per impegnare la giunta a rivedere leggi e regolamenti regionali che aggravano l’attività agricola di costi aggiuntivi. “Abbiamo cercato un’intesa con la maggioranza per un documento condiviso, spiace che alla fine non si sia finalizzato lo sforzo compiuto per un documento unitario che avrebbe significato un segnale importante per gli agricoltori dell’Emilia-Romagna”. Per l’esponente della Lega il problema principale risiede nell’attribuzione delle responsabilità nel documento dei Dem. “In alcune parti la risoluzione a prima firma Bulbi sarebbe anche condivisibile ma il dispositivo sembra voler colpevolizzare il governo nazionale, mentre non dimentico tutte le iniziative messe in atto per dare un concreto sostegno al settore e sottolineo le enormi responsabilità che risiedono ad un livello superiore e cioè nella UE”.

Critica anche la capogruppo di Fratelli d’Italia Marta Evangelisti la quale sottolinea come “molti dei temi proposti nella risoluzione della maggioranza sono già stati oggetto di specifici incontri tra governo e associazioni agricole che hanno poi portato ad atti concreti di sostegno. E’ chiaro che la Pac deve essere cambiata, perchè progettata in tempi lontani e quindi non tiene conto degli sconvolgimenti del Covid, della guerra in Ucraina e della crisi economica generale. Crediamo che il Ministero dell’agricoltura e tutto il governo abbiano intrapreso una strada corretta nei confronti della UE per salvaguardare il settore, tanto da imporre un confronto europeo sull’agricoltura al massimo livello. Poichè crediamo che i temi posti da entrambe le risoluzioni siano già correttamente e positivamente affrontati dal governo nazionale, non parteciperemo al voto”.

Per Marco Mastacchi (Rete Civica) il quale ha proposto un emendamento (accolto) per innalzare il regime dei minimis agricoli ed equipararlo a quello dell’industria e del commercio, “manca la cultura generale per affrontare correttamente il tema. E’ da tre anni che gli agricoltori sono in perdita e per contro la burocrazia europea impone ulteriori trasformazioni che aggravano notevolmente la sostenibilità economica del comparto. Non è normale, poi, che passino tre anni per erogare i ristori per le gelate subite e non è normale che si rischino i fondi PSR perchè la Regione non ha sviluppato i software necessari per la gestione di queste risorse economiche. Per queste ragioni voteremo a favore di entrambe le risoluzioni perchè è necessario un miglioramento globale della situazione”.

Anche per Simone Pelloni (Rete Civica) “i temi sollevati sono tutti condivisibili ma occorre coerenza e allora mi chiedo perchè la maggioranza questa mattina abbia votato favorevolmente alla sostituzione delle colture idroesigenti, un atto che credo vada in direzione esattamente contraria rispetto a questa risoluzione. E’ chiaro che la giunta non ha tutte le responsabilità sul tema perchè le fila del mondo agricolo vengono tirate ormai in Europa, ma è importante fare squadra a tutti i livelli per influire maggiormente in ambito continentale e per togliere quella polvere che può essersi posata nei meccanismi regionali che si interfacciano con il mondo agricolo”.

(Luca Boccaletti)

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