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Mastacchi (Rete Civica): “Garantire priorità ad aree montane e piccole aziende alla luce della nuova governance della Pac”

Il consigliere chiede all’esecutivo di far valere la propria voce per evitare che l’accentramento dei poteri decisionali alla presidenza del Consiglio riducano l’autonomia delle Regioni

La Regione garantisca priorità alle esigenze delle aree montane, delle aziende piccole e familiari, dei giovani e delle donne alla luce del nuovo modello di governance della Politica agricola comune (Pac) post-2027, che accentra poteri decisionali alla presidenza del Consiglio riducendo l’autonomia delle Regioni. Con un’interpellanza Marco Mastacchi (Rete Civica) sollecita l’esecutivo regionale a far valere la propria voce nella fase preparatoria.

“Nel nuovo assetto della Pac post-2027 – ha spiegato il consigliere – l’Unione europea introduce un quadro finanziario profondamente rinnovato che concentra in un unico strumento sia le risorse vincolate, destinate agli obiettivi specifici della Pac, sia una quota significativa di risorse non vincolate, che gli Stati membri potranno utilizzare con una flessibilità molto più ampia rispetto al passato. Una trasformazione che, di fatto, ridisegna la capacità dei territori di orientare la programmazione in funzione delle proprie priorità”.

“In questo contesto – ha proseguito – si corre il rischio di marginalizzare le specificità territoriali. L’approccio integrato comporta che risorse destinate all’agricoltura convivano con quelle rivolte a obiettivi ambientali, industriali o infrastrutturali all’interno di una stessa pianificazione nazionale. È in corso un confronto su soglie minime da garantire all’agricoltura, includendo programmi essenziali per i territori rurali: la definizione di tali percentuali  condizionerà infatti la capacità delle Regioni di proteggere i propri sistemi agricoli e il ruolo delle comunità rurali nella transizione futura. Sul piano delle tempistiche, siamo pienamente nella fase di codecisione europea: entro fine anno si dovrà chiudere l’accordo sugli aspetti tecnici e sul budget, mentre l’entrata in vigore del nuovo impianto è prevista per il 1° gennaio 2028. I piani nazionali dovranno essere presentati nel corso del 2027”.

“Questo impone ritmi serrati e la necessità di una regia istituzionale chiara e tempestiva per garantire continuità alle politiche regionali, per difendere le prerogative del territorio e per evitare che la transizione verso il nuovo modello nazionale comporti una perdita di capacità programmatoria a livello regionale”, ha concluso Mastacchi.

(Lucia Paci)

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