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AGRICOLTURA. NO A NUOVE AUTORIZZAZIONI EUROPEE SULL’USO DI GLIFOSATO E ATTENERSI AL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, RESPINTE DUE RISOLUZIONI M5STELLE

Sull’argomento, l’Aula ha approvato un documento Pd

Il prossimo 30 giugno scade l’autorizzazione dell’Ue sull’uso del glifosato, l’erbicida più utilizzato al mondo nella lotta chimica ai parassiti in agricoltura. L’Assemblea ha discusso intorno a tre documenti – vedi comunicato precedente – arrivando a respingere i due presentati da Piccinini, Bertani e Gibertoni, del Movimento 5 stelle. Su questi due documenti, hanno votato a favore i consiglieri M5s e Sel, contro Pd, Lega, Fi e Fdi-An.

Illustrando gli obiettivi della sua risoluzione, Giulia Gibertoni (M5s) ha richiamato il fatto che anche Sindaci di questa regione e l’Ordine dei medici della provincia di Forlì-Cesena abbiano chiesto alla Giunta di disporre l’immediato divieto dell’uso di diserbanti a base di Glisofato nei settori non agricoli, e di programmare un loro progressivo divieto in agricoltura; su questa linea, si sarebbe già espressa anche la Regione Toscana. “È vero che prestigiose istituzioni scientifiche non convergono sulla pericolosità del Glisofato sulla salute pubblica, ma le istituzioni hanno la responsabilità di proteggere prima di tutto la salute dei cittadini adottando il principio di precauzione”.

A sua volta, Silvia Piccinini e Andrea Bertani (M5s) hanno rimarcato il fatto che solo l’azione del suo gruppo ha costretto la Regione a occuparsi del problema, dopo averlo gravemente sottovalutato. Vari studi indipendenti classificano questa sostanza fra i potenziali cancerogeni, ma finora la regione si è limitata a un monitoraggio random assai poco approfondito. “Ancora una volta il Pd ha deciso di presentare una risoluzione-fotocopia, tanto per dire di aver fatto qualcosa, provando a svuotare l’iniziativa M5stelle; ma questo documento si limita a prendere tempo, in attesa di decisioni europee e nazionali”. L’Italia risulta essere il maggior consumatore di pesticidi per unità di superficie coltivata dell’Europa occidentale, con un consumo pari al doppio rispetto a quelli di Francia e Germania. E con questo dibattito, il Pd dell’Emilia-Romagna si posizionerebbe a un livello più arretrato rispetto agli obiettivi dichiarati dal Governo nazionale, e le tardive azioni di monitoraggio non paiono adeguate a “consentire una conoscenza vera dell’entità della contaminazione ambientale dovuta a questa pericolosa sostanza”.

Luciana Serri (Pd) ha ricordato che fino al 30 giugno l’uso della sostanza è autorizzato in Europa e non c’è un consenso acclarato nel mondo scientifico sulla sua effettiva pericolosità. Il Governo italiano, tuttavia, da tempo è impegnato nel progetto Glisofato Zero, e la Regione, tramite Arpae, ha avviato un accurato monitoraggio su 20 diversi punti della rete delle acque superficiali, così da verificare l’effettivo livello di concentrazione dei derivati del pesticida. “La Regione è impegnata con determinazione a trarre ogni opportuna conseguenza da ciò che emergerà da questo monitoraggio”. Intanto, ha già elaborato linee di indirizzo regionali, rivolte ai vari operatori, per ridurre l’uso e i rischi derivanti dall’impiego di prodotti fitosanitari nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili.

Per Fabio Rainieri (Lega nord), questo dibattito fa emergere una doppia preoccupazione: da un lato si assiste all’irresponsabile richiesta di imporre un divieto unilaterale all’uso di una sostanza chimica largamente usata in altre regioni e all’estero, il che procurerebbe un danno incalcolabile alla nostra agricoltura; dall’altro, la risoluzione Pd evidenzia l’esistenza in quel partito di punti di vista assai diversi e contraddittori, fra Governo e Regioni, e anche fra Giunta e Assemblea. “Se sono veleni, vanno proibiti a tutti, ma finora l’assessore regionale all’Agricoltura non ha preso posizione e dalla comunità scientifica non è emerso un parere preciso”.

Infine, Igor Taruffi (Sel) ha preannunciato il voto favorevole del suo Gruppo alle due risoluzioni M5s e l’astensione su quella del Pd.

(Rudi Ghedini)

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