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AGROALIMENTARE. RISOLUZIONE TORRI-TARUFFI (SEL): CONTRASTARE LIBERALIZZAZIONE VITIGNI LAMBRUSCO DA PARTE UE E DIFENDERE ETICHETTATURA CONCESSA SOLO A MODENA E REGGIO EMILIA

Secondo i due consiglieri, “il rischio è quello che ci vengano proposti da Paesi stranieri vini chiamati Lambrusco, dichiarati con uve Lambrusco, ma che di Lambrusco non hanno nulla”

La Regione Emilia-Romagna dovrebbe “attivarsi a contrasto delle intenzioni da parte dell’Unione Europea circa la liberalizzazione dei vitigni del Lambrusco e per difendere la denominazione locale e l’etichettatura esclusivamente concessa ai territori reggiano-modenesi”, dal momento che “sono in discussione nei prossimi giorni in commissione Agricoltura a Bruxelles le sorti del vino Lambrusco e dell’intera economia vitivinicola locale, alla quale alcuni Paesi europei, Spagna in prima linea, vogliono sottrarre la denominazione tipica”.

Lo sostengono Yuri Torri e Igor Taruffi (Sel) in una risoluzione all’Assemblea legislativa in cui sottolineano come “il rischio è quello che ci vengano proposti da paesi stranieri vini chiamati Lambrusco, dichiarati con uve Lambrusco, ma che di Lambrusco non hanno nulla”: secondo i consiglieri, “l’applicazione di tale provvedimento costituirebbe un grave danno per i numerosissimi contadini e le tantissime aziende che con il loro lavoro hanno dato un nome al Lambrusco” e “togliere il Lambrusco dalla lista dei vini protetti nell’Ue sarebbe un duro colpo alla produzione e tradizione enologica reggiana e modenese”.

Torri e Taruffi in particolare spiegano che “il Lambrusco non è di per se una denominazione geografica, ma da sempre è identificato con varietà che invece hanno un preciso riferimento territoriale: Sorbara, Santa Croce, Castelvetro e Montericco”, mentre però “i vini che non prendono il nome dal territorio rischiano di essere tolti dalla lista dei vini protetti nell’Unione Europea”. In ogni caso, puntualizzano i consiglieri, “il Lambrusco produce certe caratteristiche solo nei suoi territori di origine, Modena e Reggio Emilia, e non a caso da 45 anni i nostri produttori hanno costantemente investito e fatto crescere questa denominazione, che oggi rappresenta il 50% delle Dop dell’Emilia-Romagna, un quantitativo di 1,7 milioni di quintali d’uva per 400 milioni di bottiglie”.

(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell’Assemblea legislativa al link: http://www.assemblea.emr.it/attivita-legislativa)

(jf)

 
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