Ambiente e territorio

Ambiente Bologna. Fiume Santerno, Piccinini (M5s): taglio alberi indiscriminato, rischi ambientali e idraulici

La consigliera chiede alla Giunta regionale perché non si siano adottate le ‘Linee guida per la programmazione e la realizzazione degli interventi di manutenzione dei boschi e della vegetazione riparia’ e di provvedere al più presto

Il taglio selettivo di vegetazione arborea e arbustiva del fiume Santerno nei Comuni di Castel Del Rio, Casalfiumanese, Fontanelice e Borgo Tossignano, nel bolognese, è al centro di un’interrogazione di Silvia Piccinini (Movimento 5 stelle).

“Nella prima settimana dello scorso gennaio, senza preavviso né alla cittadinanza né ai frontisti, e senza apporre cartelli che segnalassero l’area di cantiere, gli operai di una ditta concessionaria hanno incominciato a tagliare alberi lungo le sponde e nell’alveo del Santerno” scrive la consigliera. Un taglio che Piccinini definisce “indiscriminato” così come testimoniato anche da foto e video di numerosi cittadini, “lontano dalle prescrizioni dell’atto autorizzativo e non rispettoso della vegetazione del Santerno nonché dei termini e delle prescrizioni della concessione, con conseguenze sull’intero sistema ecologico che si protrarranno a lungo e per certi versi in modo irreversibile”.

Dopo i video di denuncia dei cittadini anche la Soprintendenza territorialmente competente sarebbe intervenuta con il Comune di Castel del Rio, “in quanto il corso d’acqua interessato è sottoposto a tutela paesaggistica”, per sapere se “gli interventi programmati di taglio e prelievo della vegetazione si configurino come finalizzati a garantire il libero deflusso delle acque non comportando alterazioni permanenti”. La Regione, però, rimarca Piccinini chiedendo spiegazioni, non sarebbe intervenuta in alcun modo.

Piccinini sottolinea anche che Arpae sulla vicenda avrebbe affermato che “la richiesta di concessione sarebbe partita dal soggetto privato in qualità di ditta che opera nel taglio, commercio e trasformazione del legname, fermo restando l’interesse idraulico dell’intervento”, ma nell’atto autorizzativo sarebbe stato precisato che “l’intervento non può connotarsi come intervento a fini idraulici”. “Gli interventi diretti alla sola manutenzione della vegetazione riparia sono realizzabili attraverso contratti di appalto nel rispetto della disciplina in materia di lavori pubblici”, così come stabilito dalla legge regionale, specifica Piccinini, “anziché, come operato da Arpae con una concessione, sia pure resa pubblica”.

La consigliera chiede anche per quale motivo non siano state contestate alla ditta concessionaria le diverse violazioni delle prescrizioni dell’atto di concessione e di sollecitare al più presto Arpae ad agire in tal senso. “Gli operatori incaricati dall’azienda responsabile del taglio sulle sponde del Santerno avrebbero dovuto essere in grado di riconoscere gli alberi che tagliavano nonché lo stato vegetazionale degli stessi” aggiunge la consigliera che chiede anche se, a questo punto, “lo stato ecologico complessivo del Santerno e della sua vegetazione riparia possa dirsi migliorato o meno dopo questa operazione”.

Sarebbe necessaria anche “una valutazione complessiva sul taglio sotto il profilo sia ambientale che idraulico”, scrive Piccinini. “Operazioni indiscriminate di nessuna valenza idraulica, senza criteri agronomici e guidate solo dall’interesse economico di una singola azienda, fra l’altro estranea al tessuto produttivo regionale del settore, non fanno altro che aumentare in maniera significativa il rischio idraulico”, spiega Piccinini che chiede il parere della Regione. Infine la consigliera domanda “per quale motivo in otto mesi la Giunta non abbia trovato il tempo di adottare le linee guida per la programmazione e la realizzazione degli interventi di manutenzione dei boschi e della vegetazione riparia, documento costato tre anni di lavoro e già pronto da oltre otto mesi” e se non sia il caso di provvedere al più presto.

(Francesca Mezzadri)

 

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