Ambiente e territorio

Taruffi (ER Coraggiosa): “Potenziare centraline e monitoraggio dell’asse autostradale-tangenziale di Bologna”

L’assessora Priolo chiarisce che una rete di monitoraggio era già stata definita e installata nel 2011

“Potenziare la rete delle centraline di monitoraggio degli inquinanti dell’aria gestite da Arpae lungo il tracciato del sistema autostradale-tangenziale bolognese e realizzare un’indagine epidemiologica sugli effetti dell’inquinamento atmosferico”. A richiederlo, con una interrogazione alla Giunta regionale trattata nell’odierna sessione dei lavori della commissione Territorio, ambiente e mobilità presieduta dalla vicepresidente Nadia Rossi, è il consigliere di Emilia-Romagna Coraggiosa Igor Taruffi.

L’atto ispettivo, sottoscritto anche da Silvia Zamboni, Stefano Caliandro e Silvia Piccinini, mira a fare il punto sull’impatto dell’inquinamento atmosferico, dal momento che, – sottolinea Taruffi – “secondo i dati giornalieri delle misure effettuate nelle stazioni di monitoraggio della rete regionale elaborati da Arpae, praticamente tutti i territori di pianura di tutte le province della nostra regione nel 2020 hanno abbondantemente superato il limite annuale dei 35 sforamenti di PM10 consentiti”.

Se ai dati rilevati si aggiunge – prosegue il consigliere bolognese – “che, secondo le statistiche del Comune felsineo, l’infrastruttura autostrada-tangenziale produce da sola, in un tratto di appena 13 chilometri, il 40% delle emissioni inquinanti da traffico veicolare prodotte nell’area urbana di Bologna e, qualora venisse realizzato il potenziamento progettato del tratto autostradale, tale percentuale si stima salirà al 50%”.

Stante la situazione in essere e le stime sugli scenari futuri, Taruffi chiede un attento monitoraggio attraverso il potenziamento della rete di centraline, insieme al tracciamento degli effetti dell’inquinamento sulla popolazione residente”.

In fase di replica l’assessora all’ambiente, difesa del suolo e della costa, protezione civile Irene Priolo specifica che la rete di monitoraggio è stata definita e installata nel 2011, poi confermata con un provvedimento di Giunta nel 2019, e si compone di varie centraline disseminate sul territorio della città metropolitana. “Per quanto riguarda la zona immediatamente limitrofa al tracciato autostrada-tangenziale – chiarisce Priolo – le valutazioni sono state rafforzate da una serie di rilievi compiuti anche dai laboratori mobili di Arpae e del Comune di Bologna e hanno restituito un quadro compatibile con uno scenario di traffico urbano. Sottolinea comunque che nel progetto “passante di mezzo” è stata prevista un’attenta attività di monitoraggio sia prima che durante i lavori di ampliamento dell’attuale sede autostradale e che proseguirà anche dopo il completamento dell’opera”. Per quanto riguarda le indagini epidemiologiche, infine, l’assessora ha chiarito “che sono già previste per tutto il territorio regionale come sancito dal progetto Prepair, che tanti apprezzamenti ha saputo convogliare anche a livello europeo, ma la sorveglianza sarà particolarmente attenta per le popolazioni che risiedono nella zona del tracciato cittadino dell’autostrada”.

Taruffi si è dichiarato soddisfatto delle parole dell’assessora Priolo, “soprattutto nelle rassicurazioni date sulle indagini epidemiologiche che verranno effettuate”. “È fondamentale per decisioni di grande rilievo come quella sul passante avere tutti gli elementi a disposizione”, ha concluso.

(Luca Boccaletti)

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