Ambiente e territorio

Ambiente. Esondazione Reno e disagi nel Modenese, Bargi (Ln): Intervenire per evitare episodi simili

Il consigliere interroga la giunta e chiede spiegazioni “sulle criticità legate alle casse di espansione del fiume Panaro”

Stefano Bargi (Lega nord)
Stefano Bargi (Lega nord)

Attivarsi per la messa in sicurezza dei territori coinvolti dall’alluvione e intervenire per evitare in futuro altri episodi simili, sopratutto dopo i danni causati nella Bassa Bolognese e dopo che la via Emilia è stata chiusa tra Modena e Bologna per la tracimazione del Tiepido e per le criticità legate al fiume Panaro. A richiedere un intervento della giunta è il consigliere della Lega nord Stefano Bargi.

“Da una prima disamina – spiega il consigliere -, una delle principali cause dell’esondazione del fiume Reno sarebbe rappresentata dalla presenza di un cantiere, di competenza della Regione, proprio lungo l’argine del fiume nella località Boschetto del Comune di Castel Maggiore, presente oramai da diversi mesi e mai ultimato e questo cantiere, finalizzato a lavori di bonifica e di sistemazione dell’argine, risultava infatti ancora attivo nonostante il periodo invernale, e nonostante il rischio di cedimento”. I problemi sono emersi anche nella provincia di Modena, dove “sono stati chiusi il ponte vecchio di Navicello e il Ponte Motta sulla provinciale 468 a Cavezzo sul Secchia”. Il consigliere del Carroccio evidenzia poi come “l’ex capo della Protezione Civile dell’Emilia Romagna abbia stigmatizzato la sottovalutazione compiuta da parte dell’amministrazione regionale rispetto alle necessarie opere di protezione idraulica da garantire ai territori”.

Quindi Bargi interroga la giunta per sapere “se sia vero che nel Modenese si siano registrati episodi di grave criticità riguardo alle casse di espansione del fiume Panaro, quali interventi urgenti intenda attivare per la messa in sicurezza dei territori coinvolti e come intenda intervenire per evitare in futuro altri episodi simili, se non ritenga opportuno effettuare un censimento completo di tutte le necessarie opere di messa in sicurezza delle sponde fluviali del territorio regionale e – infine – quali iniziative intenda adottare per procedere ad un immediato risarcimento di tutti i danni causati alle private abitazioni ed alle attività agricole coinvolte, e se non ritenga di dovere dedicare un fondo speciale regionale per la gestione di questa fase di emergenza, specie per le attività imprenditoriali”.

(Margherita Giacchi)

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