“Il mutamento climatico sta accentuando le situazioni di rischio ed evidenzia le fragilità dei nostri territori”: così l’assessore Paola Gazzolo, intervenuta con il direttore dell’Agenzia regionale della Protezione civile, Maurizio Mainetti, all’informativa sul dissesto idrogeologico richiesta dalla commissione Territorio, Ambiente, Mobilità, presieduta da Manuela Rontini. Per questo, ha proseguito l’assessore, “le politiche e le azioni regionali puntano a costruire legami sempre più stretti fra le necessarie risposte alle calamità e gli interventi per la prevenzione e la riduzione del rischio”.
L’Emilia-Romagna presenta “una varietà di problemi da gestire”. Il reticolo idraulico, ha spiegato l’assessore, è costituito da oltre 75mila km, considerando i corsi d’acqua naturali (56mila km) e i canali di bonifica. Dal più recente censimento, risultano 79mila frane, di cui circa il 45% attive, con oltre 84mila edifici interessati. Ancora, nei 130 km di costa ci sono il 29% di tratti in erosione, 37 aree protette, 26 fra porti e approdi. Limitandosi al periodo 2013-15, vari territori sono stati colpiti ripetutamente da situazioni che per la loro riconosciuta gravità hanno giustificato quattro dichiarazioni di stato di emergenza certificate dal Governo nazionale.
Nel bilancio della Regione per il 2015 sono stati stanziati 19,8 milioni di euro per la prevenzione del rischio idrogeologico, a cui si aggiungono altri 2,4 milioni destinati a studi, indagini e monitoraggio. Cifre ancor più rilevanti riguardano i progetti finanziati dal Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico 2014-20, e inoltre si sta concludendo la realizzazione di quanto previsto dall’Accordo di programma 2010-14 con il ministero dell’Ambiente. Le quattro dichiarazioni di stato di emergenza che il Governo ha concesso dal 2013 al 2015 hanno originato una spesa pari a circa 62 milioni di euro di risorse statali; altri 11 milioni (sui 56 complessivi per le 5 Regioni italiane interessate) stano per essere resi disponibili dal Fondo di solidarietà europeo.
“Cifre imponenti, e tuttavia molto inferiori a quanto deriva dagli esiti delle ricognizioni analitiche sui danni avvenuti nei quattro stati di emergenza”: la cifra complessiva, è stato chiarito nell’informativa di Gazzolo, ammonta a quasi 1,3 miliardi di euro, fra patrimonio pubblico (550 milioni), patrimonio privato (180 milioni) e attività produttive (540 milioni).
Richieste di chiarimenti sono venute dai consiglieri Rontini (Pd) e Tommaso Foti (Fdi).
(rg)


