Ambiente e territorio

Ambiente. Gibertoni (Misto): “gravi irregolarità nei lavori effettuati sulla vegetazione del torrente Enza”

La capogruppo presenta un’interrogazione a risposta orale in Commissione ritornando sulle problematiche riscontrate nei lavori di manutenzione straordinaria del torrente Enza

Giulia Gibertoni

Nuovo capitolo nel confronto tra Giulia Gibertoni (Gruppo Misto) e la Giunta regionale in merito al progetto dell’Agenzia interregionale per il fiume Po inerente interventi di manutenzione straordinaria della vegetazione ripariale e nelle aree d’espansione del torrente Enza in zona San Polo d’Enza (Reggio Emilia).

Facendo riferimento a diversi suoi atti ispettivi presentati nel recente passato, ma soprattutto basandosi sulle risposte che la Giunta ha fornito, Gibertoni torna a sottolineare la gravità di alcune decisioni prese che non hanno ottemperato a tutta una serie di norme (regionali, nazionali e comunitarie) sulla tutela della fauna che insiste su tali zone.

In particolare la consigliera stigmatizza l’ammissione inclusa in una delle risposte ottenute dall’assessorato alla Montagna, parchi e forestazione in cui, in data 16 settembre, si ammetteva che “per quanto riguarda il sopralluogo previsto da effettuarsi prima dell’inizio dei lavori, esso non è stato svolto”. L’analisi della situazione ambientale prima dell’inizio dei lavori era, sottolinea la capogruppo, un’azione fondamentale per la tutela di una zona che fa parte di quella “Rete Natura 2000” che è il principale strumento della politica dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità.

In questo nuovo atto che verrà trattato nella Commissione competente, Gibertoni chiede innanzitutto chi sia il soggetto che abbia deciso la non effettuazione del sopralluogo e, in seconda battuta, se i lavori del progetto di AiPo siano già stati messi in opera, in tutto o in solo parzialmente. Nel domandare poi alla Giunta “se non giudichi grave che non sia stato svolto il sopralluogo previsto dal paragrafo ‘Mitigazioni’, del suddetto Studio di Incidenza Ambientale”, Giulia Gibertoni sollecita una presa di posizione chiedendo “a cosa serve prevedere e fare redigere uno Studio di Incidenza ambientale quando poi impunemente lo si possa considerare alla stregua di carta straccia, come nel caso sopra citato, e se consideri un esempio da imitare quanto accaduto”.

Di carattere generale, infine, la riflessione conclusiva: facendo riferimento al Programma di mandato 2020-2025 della Giunta, dove si afferma l’esigenza di nuove azioni e comportamenti per tutti gli esseri viventi del pianeta, Gibertoni si chiede se si “intendesse che nel futuro e in questa regione potesse essere tranquillamente ignorato quanto prescritto in uno Studio di Incidenza Ambientale riguardante un’area protetta di pregio”.

(Luca Boccaletti)

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