Ambiente e territorio

Ambiente Modena. Amianto accumulato a San Felice, Gibertoni (M5s): intervenga la Regione

La consigliera, in un’interpellanza, chiede alla Giunta di fare luce sul comportamento anomalo di alcuni funzionari pubblici

Giulia Gibertoni (M5s) presenta un’interpellanza alla Giunta sul problema relativo alla montagna di amianto accumulato da anni sotto un tendone nel comune di San Felice sul Panaro, nel modenese. Una vicenda – riporta la pentastellata – che risale al 2012 e che, a seguito di un’interpellanza del Gruppo consigliare “San Felice in Movimento”, ha visto emergere una serie di documenti che lasciano supporre un comportamento anomalo di alcuni funzionari pubblici, meritevole di approfondimenti.

“I documenti a cui mi riferisco- spiega la consigliera- riguardano il parere negativo di Arpae del 24/10/2012, nel quale si afferma che: le modalità di confezionamento, etichettatura e allontanamento dall’area di lavoro di materiali contenenti amianto non sono conformi a quanto disposto dalla normativa ambientale vigente; non è stato indicato un impianto autorizzato allo smaltimento dei rifiuti; la ditta Bianchini Costruzioni srl non risulta autorizzata al deposito preliminare di rifiuti pericolosi. Di conseguenza, l’Arpae ritiene che il Piano di lavoro presentato non sia conforme a quanto previsto dalla legge e che debba essere adeguato in tal senso”.

Da qui l’iniziativa di Gibertoni, che chiede all’esecutivo regionale “come sia possibile che, da un giorno all’altro, vengano dimenticate le gravi criticità evidenziate nel parere di Arpae e sia permessa la movimentazione e lo stoccaggio di materiale contente amianto in maniera non conforme a quanto previsto dalla vigente normativa ambientale; per quale motivo sia stata chiamata a operare una ditta che risulterebbe non autorizzata al deposito preliminare dei rifiuti”. Inoltre, l’esponente 5 stelle domanda alla Giunta “se non ritenga opportuno fare chiarezza sulla vicenda, invitando gli organi competenti a riesaminare le carte per verificare se vi siano stati comportamenti illeciti da parte di qualche funzionario e se non ritenga opportuno adoperarsi affinché l’enorme cumulo di amianto, abbandonato da alcuni anni, venga finalmente rimosso in tempi rapidi, attraverso un sicuro Piano di Lavoro”.

 

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